fbpx Lo sbuffo di una magnetar | Scienza in rete

Lo sbuffo di una magnetar

Primary tabs

Read time: 1 min

La sventagliata di radiazione X è arrivata dalle parti della Terra lo scorso 22 agosto facendo scattare i sensori dell'osservatorio spaziale Swift. Nel giro di dodici ore anche il satellite dell'ESA XMM-Newton puntava verso quella - fino ad allora - sconosciuta sorgente, tenendo poi sotto controllo l'andamento del fenomeno per tutti i quattro mesi della sua durata. Secondo Nanda Rea (Università di Amsterdam) e i suoi collaboratori la responsabile di quel flusso di radiazione sarebbe una magnetar, cioè un residuo stellare superdenso con un campo magnetico 10 miliardi di volte più intenso di quello terrestre. La ricerca, pubblicata online su MNRAS qualche giorno fa, è il più dettagliato studio dell'andamento di un simile fenomeno mai eseguito finora.

La radiazione si sarebbe innescata a seguito dell'interazione tra le linee di forza dell'intenso campo magnetico e il materiale superficiale della magnetar, attirato verso l'alto quasi come in un'esotica eruzione vulcanica proprio dal campo magnetico stesso. Per la prima volta, poi, si è potuta registrare un'emissione di radiazione X altamente energetica, fuori della portata di XMM-Newton, ma che non è sfuggita ai sensori di Integral, l'altro osservatorio spaziale europeo per la radiazione X.

Già pianificate per i prossimi mesi nuove osservazioni di SGR 0501+4516 - questo il nome della magnetar - sperando di riuscire a coglierla mentre si riposa dopo la tempesta.

Fonte: ESA

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Partecipa alla ricerca su chiocciole e lumache in città con un CLIC!

Esemplare di chiocciola Xerotricha conspurcata ripresa a distanza ravvicinata su una mano

Il progetto di citizen science CLIC! Chiocciole Lumache in Città, promosso dal Museo di Storia Naturale dell’Accademia dei Fisiocritici in collaborazione con l’Università di Siena e NBFC, vuole dimostrare come la scienza partecipata possa cambiare il nostro sguardo verso animali spesso poco considerati o ritenuti dannosi per l’agricoltura. Nato nel 2020 e diffuso su scala nazionale, CLIC! chiede la collaborazione dei cittadini per monitorare la distribuzione delle specie di molluschi terrestri in città, individuare popolazioni non ancora note e studiare altri fenomeni interessanti.

Nell'immagine, esemplare di Xerotricha conspurcata (foto di Tommaso De Lorenzi).

Quante volte ci capita di vedere una chiocciola su un cartello stradale, immobile sotto il sole estivo, chiedendoci da dove sia arrivata e come faccia a resistere alle alte temperature? Altre volte, invece, capita di non vederle affatto: ce ne accorgiamo solo troppo tardi, tornando a casa la sera, quando un passo distratto produce un suono secco sotto la scarpa.