fbpx L'Italia vince il "safari fotografico della fisica" | Page 6 | Scienza in rete

L'Italia vince il "safari fotografico della fisica"

Primary tabs

Read time: 2 mins

Sono due fotografi amatoriali italiani, Nino Bruno e Joseph Paul Boccio, i vincitori della gara mondiale per la migliore foto dei laboratori di fisica, il “Particle Physics globale Photowalk”con due immagini scattate nei laboratori INFN del Gran Sasso e di Frascati.
La competizione - organizzata dalla collaborazione InterAction, i cui membri rappresentano laboratori di fisica delle particelle in Asia, Nord America ed Europa - si è tenuta lo scorso settembre, quando centinaia di concorrenti (tutti fotografi dilettanti), hanno avuto l’opportunità di visitare gli acceleratori di particelle e laboratori di fisica, immortalandone le caratteristiche più importanti (tra le strutture aperte al pubblico ci sono stati i Laboratori INF di Frascati, del Gran Sasso e del Sud a Catania; il TRIUMF di Vancouver e il United Kingdom Astronomy Technology Centre di Cambridge).

Dopo una prima selezione delle giurie locali di ciascun concorrente, le foto selezionate hanno poi partecipato alla gara mondiale, passando per la votazione online di oltre 1000 appassionati di fotografia, oltre a una giuria “parallela” di fotografi professionisti come Stanley Greenberg dagli Stati Uniti, Roy Robertson dal Regno Unito, Andrew Haw del Canada e Luca Casonato. La giuria ha assegnato il primo premio alla foto di Giuseppe Paolo Boccio, che mostrava un dettaglio del rivelatore KLOE presso il Laboratorio Nazionale INFN di Frascati, il secondo premio è andato a Andy Bianco per una foto che cattura il colore e la simmetria del rivelatore TIGRESS del laboratorio TRIUMF in Canada).

Le prime trentanove fotografie selezionate del Photowalk sono ora visibili a questo indirizzo.

"L'apertura mondiale dei laboratori di fisica per il Photowalk è stata un'ottima occasione per mostrare i luoghi reali di ricerca di fisica", ha commentato Antonio Zoccoli, della Giunta dell'INFN "il Photowalk ci dice che la ricerca scientifica è un'impresa globale, che riunisce intelligenze, risorse e tecnologie provenienti da diversi paesi verso un obiettivo comune. Naturalmente siamo lieti che in questa edizione 2013 del Photowalk sia la giuria e il voto popolare abbiano assegnato la vittoria a fotografie di luoghi targati INFN.

Le fotografie vincitrici saranno poi presentate attraverso la pubblicazione nei prossimi numeri del CERN Courier e di Symmetry.

Autori: 
Sezioni: 
INFN

prossimo articolo

Capire se sappiamo prevedere i terremoti è difficile

grafico onde

Prevedere la data e il luogo esatti in cui si verificherà un terremoto è impossibile. Tuttavia, si possono formulare delle previsioni probabilistiche nel breve termine, sfruttando il fatto che i terremoti tendono a concentrarsi nel tempo e nello spazio. Da una decina di anni alcuni paesi del mondo hanno lavorato a queste previsioni, cercando di formularle in modo che fossero utili per le autorità di protezione civile e di gestione delle emergenze. Tra questi paesi c’è l’Italia, che ha cominciato a lavorarci sul serio dopo il terremoto avvenuto a L’Aquila il 6 aprile del 2009. Ma come si fa a capire quando un modello produce buone previsioni? La domanda è tutt’altro che semplice. Provano a rispondere due sismologi e due statistici in uno studio pubblicato su Seismological Research Letters.

Immagine rielaborata da https://doi.org/10.1029/2023RG000823. (CC BY 4.0)

L’Italia è uno dei pochi paesi al mondo ad aver sviluppato un sistema per la previsione probabilistica dei terremoti. Si chiama Operational Earthquake Forecasting-Italy (OEF-Italy) e viene gestito dal Centro di Pericolosità Sismica dell’Istituto Italiano di Geofisica e Vulcanologia (INGV).