fbpx L'isola che non c'è | Page 3 | Scienza in rete

L'isola che non c'è

Primary tabs

Read time: 2 mins

Geologi dell'Università di Sydney scoprono che un'isola da sempre data per reale, riportata in mappe prestigiose e addirittura presente in Google Earth... in realtà non esiste proprio.

Tutto nasce quando alcuni ricercatori, in navigazione con la nave scientifica Southern Surveyor per uno studio nel Mar dei Coralli orientale, notano che, mentre le loro carte di navigazione indicano in quell'area una profondità di 1400 metri, le mappe impiegate per i dati meteorologici segnalano la presenza di un'isola. A quali carte credere?
Lo sconcerto dei ricercatori aumenta ancor di più quando notano che l'isola misteriosa non solo era presente, con il nome di Sandy Island, sia su Google Earth che su Google maps, ma persino sul prestigioso Times Atlas of the World, sul quale le veniva assegnato il nome di Sable Island. Nel Mar dei Coralli, comunque, dell'isola non c'era assolutamente nessuna traccia, e questo nonostante da almeno una dozzina d'anni la sua presenza venisse regolarmente riportata dalle pubblicazioni scientifiche.

Difficile trovare la fonte di un simile errore. Qualcuno, malignando, ha suggerito un inserimento volutamente errato di qualche cartografo. Più verosimilmente, non ha funzionato a dovere la continua opera di correzione e aggiornamento delle mappe. La cosa certa è che, se non fosse stato per la spedizione australiana in quelle acque, probabilmente l'isola che non c'è avrebbe fatto mostra sé sulle mappe per molto tempo ancora.

University of Sydney - ABC Science

Autori: 
Sezioni: 
Luoghi: 
Free tag: 
Indice: 
Geografia

prossimo articolo

Medicina aerospaziale: cosa ci insegna la vita in orbita sulla biologia umana

astronauta nello spazio

Perché continuiamo a investire miliardi per tornare sulla Luna e prepararci a raggiungere Marte? Non è soltanto una questione di esplorazione o prestigio tecnologico. Nello spazio, infatti, il corpo umano è sottoposto a condizioni impossibili da replicare sulla Terra: microgravità, radiazioni cosmiche e isolamento accelerano processi biologici che qui richiederebbero anni per manifestarsi. E così, dalle cellule coltivate su organ-on-chip agli studi sull'invecchiamento e sulla medicina di precisione, la ricerca aerospaziale sta trasformando le missioni spaziali in laboratori unici per comprendere meglio malattie, sviluppare nuove terapie e migliorare la salute di tutti noi.

Al racconto dell’umanità nello spazio a volte manca qualcosa. Spesso le missioni spaziali vengono raccontate come eventi grandiosi, emotivi, momenti nei quali i limiti dell’essere umano sono messi alla prova – e a volte superati. Una narrazione che tiene le persone col naso all’insù ma che a volte manca di rispondere a una domanda: dopotutto, a cosa serve andare nello spazio?