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L’interruttore della SM

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Dopo aver scoperto il fattore di crescita della mielina, il gruppo di Carla Taveggia al San Raffaele di Milano ha individuato anche l’elemento che lo blocca. In sigla si chiama TACE (Tumor necrosis factor-α–converting enzyme) e nello studio appena pubblicato su Nature neuroscience ha dimostrato di degradare la neuregulina-1, responsabile del processo di mielinizzazione delle fibre nervose, inibendolo a livello dei nervi periferici. In colture di neuroni dei gangli della radice dorsale,  la neutralizzazione, tramite lentivirus, del gene che codifica per l’enzima accelera e aumenta la produzione di mielina; i motoneuroni di topi privati dello stesso gene mostrano un eccesso di mielinizzazione; la riduzione dell’attività dell’enzima ristabilisce un certo grado di rivestimento alle fibre di topi geneticamente carenti di neuregulina.

La scoperta offre quindi un nuovo bersaglio per terapie contro le malattie demielinizzanti, prima fra tutte la sclerosi multipla.

Nature neuroscience pubblicato online il 12 giugno 2011

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Neuroscienze

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Il CREA rischia una grave perdita di autorevolezza scientifica

In una lettera aperta un gruppo di ricercatori, fra i quali il Nobel Giorgio Parisi, Elena Cattaneo e Paola Bonfante, esprime la preoccupazione per le nuove nomine di direttori del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria), l'ente nazionale di ricerca vigilato dal  Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. Le nomine sembrano infatti «trascurare l’attinenza fra la carriera scientifica dei prescelti come direttori e le aree di ricerca dei Centri». Alcuni profili dei nuovi direttori mostrano curricula da «giovane borsista» più che da ricercatore maturo».In conclusione: «Chiediamo quindi che le procedure di nomina dei Direttori dei Centri CREA siano rese pienamente trasparenti, verificabili e fondate su criteri scientifici chiari, comparabili e coerenti con la missione dei singoli Centri. Il Paese ha bisogno di un CREA forte, autorevole e rispettato a livello internazionale. Per esserlo, deve essere guidato da figure scientificamente riconosciute nei settori che sono chiamate a rappresentare».

Il CREA è il principale ente pubblico italiano di ricerca in agricoltura e scienze agroalimentari. Per questo, le recenti nomine da parte della dirigenza dei 12 Direttori dei suoi Centri di ricerca non possono essere considerate una vicenda interna all’Ente, ma riguardano la credibilità stessa della ricerca pubblica nazionale in un settore strategico per il Paese.