fbpx L'impatto che rimodellò la Luna | Page 5 | Scienza in rete

L'impatto che rimodellò la Luna

Primary tabs

Read time: 2 mins

La marcata differenza tra l'emisfero lunare rivolto verso la Terra e quello nascosto si potrebbe spiegare con lo scontro con un piccolo satellite formatosi dai detriti dell'impatto dal quale ebbe origine la Luna.

Lo scenario, proposto da Martin Jutzi (Università di Berna) ed Erik Asphaug (University of California) e pubblicato su Nature nei giorni scorsi, prevede che i detriti del violento impatto che formò il nostro satellite si aggregarono anche in un corpo di dimensioni inferiori che per qualche tempo condivise l'orbita della Luna. Questo oggetto, grande circa un trentesimo della Luna, finì poi col collidere con il nostro satellite. Non si trattò di un impatto violento, bensì di una collisione a bassa velocità nella quale non si originò il caratteristico cratere, ma il materiale che costituiva quel satellite finì col disperdersi su un emisfero lunare formando una spessa crosta supplementare. Oltre a giustificare il diverso spessore della crosta nei due emisferi lunari e la morfologia superficiale, il modello riuscirebbe anche a spiegarne la differente composizione.

Quello di Jutzi e Asphaugh non è l'unico modello in circolazione. Altri studi, anziché chiamare in causa un impatto, invocano l'azione delle forze di marea della Terra, in grado di modellare lo spessore della crosta lunare. I dati a disposizione, però, proprio non permettono di valutare quale possa essere il più adatto a spiegare la strana dicotomia lunare.

University of California

Autori: 
Sezioni: 
Sistema solare

prossimo articolo

Via libera agli specchi spaziali: chi difenderà il cielo notturno?

cielo notturno

La Federal Communications Commission ha autorizzato il lancio di Eärendil-1, il satellite dimostrativo con cui la start-up californiana Reflect Orbital testerà uno specchio orbitale capace di riflettere la luce del Sole sulla Terra dopo il tramonto. L'azienda punta a una futura costellazione di decine di migliaia di satelliti per illuminare impianti solari, cantieri ed emergenze. Ma astronomi, ambientalisti e ricercatori avvertono: l'inquinamento luminoso e gli effetti sull'ambiente potrebbero riguardare l'intero pianeta, in un vuoto normativo internazionale.

Entro la fine dell’anno la start-up californiana Reflect Orbital vuole mettere in orbita un satellite sperimentale che dispiegherà un sottilissimo foglio di mylar riflettente, quattro petali triangolari a formare un quadrato di 18 metri di lato, per riflettere la luce solare verso la Terra dopo il tramonto. Si tratta di un prototipo che verrà utilizzato per condurre dei test necessari per validare la tecnologia di illuminazione diretta precisamente verso la posizione di chi la richiede, evitando di disturbare chi non la vuole.