fbpx L'eparina è causa di allergie? | Page 9 | Scienza in rete

L'eparina è causa di allergie?

Primary tabs

Read time: 1 min

L'eparina, nota per la sua attività anti-coagulante, giocherebbe un ruolo chiave nelle allergie e nei processi infiammatori. Ad affermarlo è uno studio apparso sulla rivista Immunity opera dei ricercatori del Karolinska Institutet di Stoccolma (Svezia).

La molecola viene normalmente prodotta da un particolare tipo cellulare chiamato "mast cell". Queste cellule hanno un ruolo fondamentale nelle allergie e nella genesi dell'infiammazione. Esse contribuiscono infatti ad aumentare la permeabilità dei vasi sanguigni. Lo studio ha identificato per la prima volta in assoluto il meccansimo con il quale ciò avviene e apre a nuove prospettive terapeutiche.

Dallo studio emerge infatti che l'eparina promuove la produzione di un ormone, la bradichinina, che contribuisce ad aumentare, a volte in maniera eccessiva, la risposta immunitaria attraverso la vasodilatazione. Questo ormone viene prodotto per attivazione del fattore di coagulazione XII del sangue.

Aver individuato questo meccanismo è alla base per poter pensare a nuovi trattamenti contro le allergie. Inibendo infatti la produzione di bradichinina o del fattore XII è possibile modulare la risposta immunitaria.

Immunity, February 25, 2011, Vol. 34

Autori: 
Sezioni: 
Immunologia

prossimo articolo

Fascisti e antisemiti

celle di detenzione

Mettere in discussione il valore educativo delle visite ad Auschwitz significa ignorare la loro forza morale e civile. Ma la memoria non può fermarsi ai Lager: senza uno studio rigoroso del ruolo svolto dal fascismo italiano nella persecuzione degli ebrei e nella repressione antipartigiana, il rischio è quello di perpetuare un racconto autoassolutorio. Per il Giorno della Memoria, Simonetta Pagliani ricostruisce responsabilità, strutture e complicità italiane, ricordandoci perché conoscere quei fatti sia indispensabile per una memoria storica onesta e consapevole.

In copertina: celle della Risiera di San Sabba. Crediti: Andreas Manessinger/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 2.0

Recentemente un'esponente governativa ha messo in dubbio il valore delle visite scolastiche ad Auschwitz, ritenute strumentali ad addebitare l'antisemitismo al fascismo. Al contrario, chi scrive ritiene che per le scolaresche liceali la visione diretta dei campi di concentramento nazisti abbia una portata morale indiscutibile. Questo perché riesce a rendere reali le dimensioni dell'orrore, ma allo stesso tempo dovrebbe essere integrata dall'analisi storica del ruolo avuto in quelle vicende dall'Italia fascista.