fbpx L'eclissi africana | Scienza in rete

L'eclissi africana

Primary tabs

Read time: 3 mins

Appena quindici secondi. Tanto durerà la totalità dell’eclissi di Sole, in programma domenica prossima, sul cielo che si specchia nel lago del parco nazionale del Turkana, in Kenya. Quindici secondi di buio e di silenzio spettrali che un team d’astronomi del progetto europeo GLORIA s’appresta a riprendere e trasmettere in diretta sul web. Quindici secondi per uno spettacolo naturale reso ancora più memorabile dal culmine del ciclo – che dura 11 anni – dell’attività solare. «Ci aspettiamo di vedere una corona straordinaria, simmetrica e molto estesa», diceMiquel Serra-Ricart, l’astronomo alla guida della spedizione. Ma anche quindici secondi di adrenalina. «Durante un’eclissi gli animali si fermano attoniti, molti si sdraiano per dormire, come se fosse giunta la notte», ricorda Serra-Ricart, alla sua terza spedizione per un’eclissi nel continente africano, «ed è dunque raccomandabile rimanere lontano dalle rotte di leoni e altri grandi predatori».

Perché allora spingersi fino al parco nazionale del Turkana, conosciuto anche come “la culla dell’umanità”? «Questa sarà un’eclissi particolarmente difficile da osservare, poiché l’unica regione dalla quale se ne potrà cogliere la totalità è l’Africa centrale. Nella scelta del luogo più adatto abbiamo dovuto tenere conto non solo della visibilità dell’evento», spiega Serra-Ricart, «ma anche di altri fattori: le condizioni atmosferiche attese, la disponibilità di acqua, cibo e strade percorribili e, naturalmente, la sicurezza di tutti i membri della spedizione».

Quindici secondi sono davvero pochi: praticamente non c’è margine d’errore, ed è quindi necessaria una pianificazione scrupolosa. «Il gruppo ha molta esperienza in questo tipo di spedizioni e nel condurre le trasmissioni via satellite. Tuttavia, oltre alla brevità del fenomeno, c’è da considerare che questa volta il luogo stesso rappresenta una vera sfida. Speriamo che vada tutto bene», si augura Luciano Nicastro, astronomo presso l’INAF di Bologna e membro del progetto GLORIA, «e che i nostri spettatori possano vivere l’esperienza di un’eclissi totale di Sole nella comodità della propria casa». Un’esperienza che si annuncia spettacolare, certo, ma anche utile a fini didattici: l’equipaggiamento della spedizione comprende infatti anche una stazione meteorologica sofisticata, in grado di raccogliere parametri ambientali destinati – come tutti i dati raccolti durante le spedizioni del progetto GLORIA – ad attività educative rivolte alle scuole.

Quella di domenica 3 novembre è la prima eclissi totale di Sole da un anno a questa parte, e si tratta di un’eclissi “ibrida”: ovvero, in alcune zone della Terra, lungo il suo tragitto di visibilità, sarà osservata come anulare, mentre in altre zone l’eclissi sarà totale. Nel Sud dell’Europa l’eclissi sarà visibile in modo parziale. Il massimo dell’occultazione, per l’Europa, si verificherà intorno alle 12:30 a Siviglia, alle 12:50 a Barcellona, alle 13:20 a Catania e alle 13:40 a La Canea (Grecia). La durata complessiva dell’eclissi è di 2 ore e  14 minuti (dalle 14:13 alle 16:27) con la fase di totalità dal lago Turkana trasmessa via internet dalle 15:20 alle 15:30.

MediaInaf

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Farmaci sotto pressione: la crisi parte dallo Stretto di Hormuz

Carta geografica dello Stretto di Hermuz

Principi attivi sintetizzati in Asia, elio (necessario per le risonanze magnetiche) importato dal Qatar, rotte bloccate nello Stretto di Hormuz: la crisi in Medio Oriente mostra quanto la filiera produttiva europea dei farmaci dipenda strutturalmente, e su più livelli, dai combustibili fossili e si regga su equilibri geografici fragili. Crediti immagine: Goran tek-en, CC BY-SA 4.0

Di solito, non ci chiediamo da dove vengano i farmaci. Quando ingeriamo con un sorso d'acqua una pillola di antibiotico, come l’amoxicillina, non viene immediato chiederci come quella capsula sia arrivata a casa nostra. La prendiamo per curare una cistite o un mal di gola di origini batteriche, spesso senza pensare che, prima ancora di essere nel suo blister e spedita sugli scaffali delle farmacie, ha già affrontato un processo fatto di viaggi lunghi e numerosi intermediari.