fbpx Le prime punte di lancia | Page 5 | Scienza in rete

Le prime punte di lancia

Primary tabs

Read time: 2 mins

La datazione di punte di lancia in pietra scoperte in un sito in Sudafrica sposta all'indietro di 200 mila anni il momento in cui i nostri lontani antenati iniziarono a sviluppare tale sistema di caccia.
L'idea corrente, basata sui ritrovamenti di utensili preistorici, era quella che l'uomo preistorico avesse iniziato a potenziare i suoi strumenti di caccia circa 300 mila anni fa. Risale a quel periodo, infatti, una diffusa presenza negli insediamenti preistorici di punte di lancia ricavate dalla lavorazione della selce, un sistema per rendere i rudimentali bastoni appuntiti fino ad allora utilizzati nelle battute di caccia di gran lunga più micidiali.
Nei primi anni Ottanta, gli scavi effettuati da Peter Beaumont del McGregor Museum di Kimberly (Sudafrica) nel sito sudafricano di Kathu Pan 1 portavano alla luce esemplari di punte in pietra. Trent'anni dopo, utilizzando sofisticati metodi di datazione, Michael Chazan (Università di Toronto) riusciva a stabilire che i reperti risalivano a 500 mila anni fa. Inevitabile la necessità di verificare se quei manufatti fossero generici utensili o punte realizzate appositamente per una lancia.
In uno studio, pubblicato su Science nei giorni scorsi, Jayne Wilkins (Università di Toronto), lo stesso Chazan e altri due ricercatori valutano con estrema attenzione la morfologia e la tecnica costruttiva di quelle punte di selce. Tali accurate analisi li portano a concludere che le punte in pietra di Kathu Pan 1 sono state proprio realizzate per essere collocate su una lancia. Questo comporta, dunque, che gli antichi umani erano in grado di costruire simili strumenti di caccia già nel periodo solitamente assegnato all'Homo heidelbergensis, l'ultimo antenato comune tra i Neanderthal e gli uomini moderni.

Arizona State University

Autori: 
Sezioni: 
Luoghi: 
Antropologia

prossimo articolo

Eclissi: perché solo la Terra può vedere il Sole sparire

eclissi solare

Il 12 agosto un’eclissi parziale di Sole offrirà uno spettacolo eccezionale, soprattutto nel Nord Italia, dove il disco solare sarà oscurato per oltre il 90%. Dietro questo evento si nasconde una straordinaria coincidenza cosmica: Sole e Luna appaiono grandi allo stesso modo nel nostro cielo, una condizione unica nel Sistema solare. Patrizia Caraveo spiega come nascono le eclissi, perché sono così rare da un luogo preciso della Terra e perché continuano ad affascinare gli astronomi - oltre a milioni di appassionati.

In attesa dell’eclissi del 12 agosto che, poco prima del tramonto, oscurerà parzialmente il Sole con una preferenza per le regioni del nord Italia (che potranno godere di oltre il 90% di copertura del disco solare), forse è il caso di spolverare i ricordi di astronomia per apprezzare come l’eclisse ci renda unici nel sistema solare.