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Le flatulenze dei dinosauri

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Che i ruminanti siano la fonte di una notevole frazione del metano liberato in atmosfera è noto da tempo. Tre ricercatori si sono chiesti quale potesse essere la situazione quando, milioni di anni fa, la Terra era popolata dai giganteschi dinosauri erbivori.

Lo studio di David Wilkinson (Liverpool John Moores University), Euan Nisbet (University of London) e Graeme Ruxton (University of Glasgow) pubblicato su Current Biology può certo far sorridere, ma l'idea su cui si fonda non è affatto una barzelletta.
Ormai è accertato che una bella fetta di metano atmosferico è imputabile all'allevamento di bestiame ed è dovuto alla particolare modalità digestiva dei ruminanti. La fermentazione microbica dei vegetali ingeriti che avviene nello stomaco dei ruminanti (la cosiddetta fermentazione enterica) sfocia infatti nella produzione di questo potente gas serra.

Accurati studi hanno mostrato che si può valutare questa produzione di metano semplicemente conoscendo la massa corporea complessiva degli animali considerati. Tenendo conto delle dimensioni dei dinosauri erbivori e della loro distribuzione territoriale (dedotta da studi paleontologici), i tre ricercatori hanno valutato una produzione complessiva di 520 milioni di tonnellate di metano annue, un valore paragonabile con l'emissione di metano dei nostri giorni. Giusto per avere un riferimento, 150 anni fa – cioè in epoca preindustriale – le emissioni di metano ammontavano a 200 milioni di tonnellate annue.

Più che lecito, dunque, chiedersi – come recita il titolo dello studio – se questo incredibile rilascio in atmosfera di metano di origine animale abbia potuto in qualche modo influenzare l'andamento climatico. Dal canto loro i tre ricercatori sono convinti che il fenomeno possa a pieno titolo essere considerato un fattore chiave nel riscaldamento globale che caratterizzò il Mesozoico.

Science Daily

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Luigi Nicolais

Luigi (Gino) Nicolais, nato nel 1942, è stato assessore, ministro, professore universitario, presidente CNR, ma soprattutto uno scienziato di fama nel campo della ingegneria chimica e dello studio dei materiali. Sempre attento ai temi dell'innovazione e della politica della ricerca, ha contribuito a fondare, nel 2003, il Gruppo 2003 per la ricerca scientifica. È scomparso il 12 gennaio 2026. Il Gruppo 2003 lo ricorda come un caro amico e ispirato presidente. 

Ho avuto l'onore di conoscere Gino Nicolais nei ranghi del Gruppo 2003 per la ricerca, associazione che in quell'anno "Gino", come si faceva chiamare, ha fondato insieme ad altri noti scienziati italiani con l’obiettivo di aumentare la reputazione della cultura scientifica e promuoverne il ruolo strategico nel nostro Paese.