fbpx L'azoto di Titano | Page 8 | Scienza in rete

L'azoto di Titano

Primary tabs

Read time: 1 min

Secondo un team di ricercatori l'atmosfera di Titano sarebbe stata creata dal primordiale bombardamento di meteoriti che avrebbero liberato azoto dalla sua crosta ghiacciata.

L'atmosfera di Titano, il maggiore satellite di Saturno, è molto più densa di quella terrestre ed è composta quasi completamente da azoto, ma la sua origine è avvolta nel mistero. Per il satellite, infatti, non si possono invocare i meccanismi chimici o i fenomeni vulcanici validi per la formazione delle atmosfere planetarie.

Yasuhito Sekine (Università di Tokio) e collaboratori hanno recentemente pubblicato su Nature Geoscience un possibile meccanismo alternativo. Secondo i ricercatori l'atmosfera di Titano si sarebbe formata 3,9 miliardi di anni fa all'epoca turbolenta in cui i corpi del Sistema solare furono interessati da un pesante bombardamento di proiettili cosmici. Gli impatti avrebbero convertito parte dell'ammoniaca ghiacciata che costituiva la crosta di Titano in azoto gassoso.

Per riprodurre il fenomeno i ricercatori hanno sparato proiettili ad alta velocità contro una mistura di ghiacci di ammoniaca e acqua con una composizione simile a quella della crosta di Titano. Fatte le dovute proporzioni, questi impatti fai-da-te hanno perfettamente giustificato l'attuale eccesso di azoto in quella atmosfera.

New Scientist

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

ISPRA: quali sono le minacce principali per gli uccelli

Un uccello vola accanto a un cavo elettrico

Un’analisi condotta da ISPRA su 623 esemplari appartenenti a 21 specie, nell’arco di 17 anni, rivela che le morti dell’avifauna provocate dall’essere umano sono quasi il doppio di quelle dovute a cause naturali. Elettrocuzione, collisioni con infrastrutture energetiche e bracconaggio sono le cause principali. La localizzazione dei singoli individui - e quando possibile la causa delle loro morti - è stata consentita dagli strumenti di tracciamento satellitare, diventati nel tempo più piccoli, leggeri e meno costosi. Crediti immagine: Kaitlan Balsam/Unsplash

Dalla gravina di Matera - un profondo canyon nel Parco della Murgia Materana - a Campobello di Mazara sono circa 700 chilometri, se si va via terra. Tra le due località c'è anche lo stretto di Messina. Tra planate e volteggi, i chilometri diventano molti di più. È più o meno questo il percorso che ha fatto, in appena due settimane, una giovane femmina di capovaccaio, come raccontato dai suoi tracciati di monitoraggio. Rilasciata nell'ambito del progetto LIFE Egyptian vulture, è morta dopo sette mesi di vita in libertà in Sicilia a causa di un'infrastruttura elettrica.