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L'atmosfera dell'esopianeta

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Utilizzando una innovativa e astuta tecnica osservativa, un team di astronomi è riuscito a studiare l'atmosfera dell'esopianeta Tau Boötis b rilevandone anche con precisione dati orbitali e massa.

Lo studio, pubblicato su Nature, è opera del team coordinato dall'italiano Matteo Brogi (Leiden Observatory) e ha potuto contare sulle incredibili potenzialità dello strumento CRIRES (Cryogenic InfraRed Echelle Spectrometer) abbinato alle ottiche da 8 metri del VLT dell'Osservatorio del Paranal in Cile. Gli astronomi sono riusciti a distinguere nella radiazione infrarossa raccolta dalla stella, distante una cinquantina di anni luce, la debolissima componente (solo lo 0,01%) riconducibile al pianeta, riconosciuta grazie alla sua velocità orbitale intorno a Tau Boötis.

Il pianeta, appartenente alla classe dei cosiddetti hot Jupiters, era stato scoperto nel 1996 ma non si era ancora riusciti a chiarire del tutto le sue caratteristiche. La sua orbita, infatti, non lo porta mai a transitare dinanzi alla stella e ciò non permette di raccogliere informazioni sulla atmosfera che lo avvolge. La tecnica impiegata da Brogi e collaboratori si è mostrata vincente ed è stato possibile non solo determinare la massa del pianeta (circa sei volte quella di Giove) e l'inclinazione della sua orbita, ma rilevare anche quanto monossido di carbonio contenga la sua atmosfera.

Grazie al confronto con modelli teorici, inoltre, è stato possibile determinare il variare della temperatura atmosferica a differenti altezze scoprendo che, contrariamente a quanto generalmente si osserva con gli hot Jupiters, la temperatura dell'atmosfera di Tau Boötis b diminuisce man mano si sale in altezza.

ESO  -  Research paper

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Astronomia

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Luigi Nicolais

Luigi (Gino) Nicolais, nato nel 1942, è stato assessore, ministro, professore universitario, presidente CNR, ma soprattutto uno scienziato di fama nel campo della ingegneria chimica e dello studio dei materiali. Sempre attento ai temi dell'innovazione e della politica della ricerca, ha contribuito a fondare, nel 2003, il Gruppo 2003 per la ricerca scientifica. È scomparso il 12 gennaio 2026. Il Gruppo 2003 lo ricorda come un caro amico e ispirato presidente. 

Ho avuto l'onore di conoscere Gino Nicolais nei ranghi del Gruppo 2003 per la ricerca, associazione che in quell'anno "Gino", come si faceva chiamare, ha fondato insieme ad altri noti scienziati italiani con l’obiettivo di aumentare la reputazione della cultura scientifica e promuoverne il ruolo strategico nel nostro Paese.