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L'arte astratta stimola il cervello

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L'osservazione di un'opera d'arte, anche se solo statica o di natura astratta, favorisce l'attivazione della corteccia motoria dell'osservazione. E' questo il risultato di uno studio condotto da un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Parma e della Columbia University sulle risposte del cervello alle opere d'arte, concludendo che nei meccanismi che regolano la visione, un ruolo importante lo gioca anche il sistema motorio.

I ricercatori, guidati da Maria Alessandra Umiltà e Vittorio Gallese (Università di Parma) e David Freedberg (professore di Storia dell'arte alla Columbia University), nel laboratorio di elettroencefalografia del Dipartimento di neuroscienze di Parma hanno studiato, in particolare, le risposte del cervello evocate dall'osservazione dei dipinti di Lucio Fontana.La soppressione del ritmo mu - un segno dell’attivazione del sistema motorio corticale - è un dato rilevato dall’osservazione di immagini digitali ad alta risoluzione delle opere d’arte, ma non dall’osservazione di stimoli di controllo. Questo effetto è del tutto indipendente dalla familiarità degli osservatori con gli oggetti osservati.

“I nostri risultati, ha affermato Maria Alessandra Umiltà, forniscono la prima prova del coinvolgimento del sistema motorio corticale in risposta all’osservazione di opere d’arte astratta statiche, anche in assenza di qualsiasi esplicita rappresentazione di corpo in movimento”

Si tratta di un alro, ulteriore supporto alle ipotesi sul ruolo del meccanismo dei neuroni specchio nel coinvolgimento degli osservatori con le opere d’arte: simulare il gesto dell’artista costituisce un importante componente della percezione di un’opera d’arte astratta. Lo studio, inoltre, conferma anche l’ipotesi di Gallese e Freedberg circa il ruolo delle risposte empatiche durante l’osservazione di opere d’arte, che si configurano come modalità di simulazione incarnata (“embodied simulation”) consentendo una comprensione diretta dei contenuti intenzionali ed emotivi delle immagini. E' questa la chiave per capire come e perchè le immagini, non solo artistiche, esercitano una forma di "potere" sull'osservatore.

“Fattori storici e socio-culturali ovviamente svolgono un ruolo preponderante nel mediare le nostre esperienze estetiche ed il nostro rapporto con le opere d’arte – ha commentato Gallese. Tuttavia, ciò non contraddice l’importanza di studiare ed approfondire i processi cerebrali che sottendono il nostro coinvolgimento empatico con le opere d’arte”.

Lo studio è stato pubblicato su Frontiers in Human Neuroscience.

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Neuroscienze

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