fbpx L'acqua dell'Amazzonia | Scienza in rete

L'acqua dell'Amazzonia

Primary tabs

Read time: 1 min

Per la prima volta, grazie all'impiego di misure satellitari, è stato possibile ottenere una stima affidabile della quantità d'acqua coinvolta nelle inondazioni che interessano il bacino fluviale dell'Amazzonia.

Finora le stime disponibili erano suggerite unicamente da occasionali misurazioni e da grezze assunzioni basate sul flusso d'acqua nel Rio delle Amazzoni. Grazie allo studio di Douglas Alsdorf (Ohio University) e collaboratori recentemente pubblicato su Remote Sensing of Environment, però, è ora possibile disporre di informazioni molto più accurate. Per la loro analisi i ricercatori si sono avvalsi sia di misure gravimetriche che di riprese satellitari – ben quattro i satelliti impiegati – per rilevare le variazioni di livello delle acque tra la stagione secca e quella umida nel periodo dal 2003 al 2006.

Le osservazioni hanno permesso di scoprire che la quantità d'acqua che inonda il bacino e successivamente viene drenata ammonta a circa il 5% del volume totale di acqua scaricato annualmente nell'Oceano Atlantico dal Rio delle Amazzoni. Molto meno di quanto ci si aspettava di trovare in quello che è il bacino fluviale più grande del mondo.

Ohio State University

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Free tag: 
Indice: 
Ambiente

prossimo articolo

La dignità della grazia

screenshot dal film La grazia

Nel suo ultimo film, il regista Paolo Sorrentino mette in scena i tormenti morali di un Presidente che deve decidere se concedere la grazia a due persone colpevoli di omicidio, seppure in circostanze attenuanti. Bisogna essere coraggiosi, oggi, per concedere la grazia, ma anche esigenti con se stessi e con gli altri. Eppure è un atto di gentilezza, una gioia per chi la riceve e per chi la concede.

Nell'immagine di copertina: uno screenshot dal film La grazia (2025), di Paolo Sorrentino

Il referendum sulla giustizia 2026 pone, a prescindere dal merito dei quesiti posti e dai pro e contra, che i diritti delle persone, della maggioranza, dei cittadini “comuni” siano, ancora una volta, ampiamente limitati perché il linguaggio della pubblica amministrazione e della giurisprudenza è troppo spesso incomprensibile. Non è solo l’uso del burocratese, ma anche del vocabolario antiquato e spesso farraginoso delle disposizioni di legge, forse alla base anche delle diverse interpretazioni delle leggi da parte degli stessi giuristi e, ovviamente, dei politici.