fbpx La ricerca fatta al computer | Page 3 | Scienza in rete

La ricerca fatta al computer

Primary tabs

Read time: 1 min

Non è ancora il momento di dire addio a stabulari e colture cellulari, ma la ricerca di nuovi farmaci si avvale sempre più dell'informatica. Due studi, usciti quasi in contemporanea, ne illustrano due promettenti applicazioni. Su Nature Reviews Drug Discovery Pankaj Agarwal e David B. Searls, alla luce della loro esperienza in una grande azienda farmaceutica come la SmithKline Beecham, spiegano come la bibliometria possa aiutare a scoprire precocemente le aree di studio che, per esempio attraverso la scoperta di  target o di meccanismi patogenetici, aprono la strada alla ricerca di nuovi farmaci.

Bryan Roth, farmacologo della University of North Carolina a Chapel Hill, ha invece messo a punto un programma che consente di passare al setaccio i medicinali già esistenti, analizzandone la struttura molecolare in relazione a quella di migliaia di possibili target. «In tal modo è possibile individuare nuove applicazioni per prodotti già sul mercato o prevedere effetti collaterali indesiderati» ha spiegato il ricercatore.

Nature Reviews Drug Discovery 2009; 8: 865-878 doi:10.1038/nrd2973
Nature pubblicato online il 1 novembre 2009  doi:10.1038/news.2009.1047

Autori: 
Sezioni: 
Farmacologia

prossimo articolo

NO, grazie. Metafore e considerazioni sparse sul referendum

In controluce nero su fondo bianco una mano introduce una scheda elettorale nell'urna

Pochi giorni ormai ci separano dal voto del referendum, ma ancora c’è tempo per chiarirsi le idee sui punti principali su cui saremo chiamati a dire la nostra. A partire da una considerazione: che il processo non è una partita di calcio, ma uno strumento scientifico per arrivare, per quanto possibile, alla verità, senza la quale non vi è giustizia. Il problema delle nomine al CSM è reale: ma se per eliminare una fastidiosa zanzara si impugnasse un bazooka e si sparasse al muro, sarebbe lecito pensare che l’obiettivo sia il muro, la zanzara solo il pretesto.

Crediti immagine: Element5 Digital su Unsplash

Mi sono state richieste riflessioni, sintetiche, sulle ragioni per cui si dovrebbe votare NO alla riforma costituzionale a breve al definitivo vaglio dei cittadini attraverso referendum.

Tenuto conto del numero di criticità che affliggono la proposta di modifica della carta fondamentale, dal metodo usato per approvarla (iniziativa governativa, nessun emendamento del Parlamento, in definitiva: una gran fretta), al merito, al pronostico sui suoi effetti, la sintesi si tradurrebbe in approssimazione. Mi limito dunque a osservazioni sparse.