fbpx La neve di Marte | Page 2 | Scienza in rete

La neve di Marte

Primary tabs

Read time: 1 min
Sono ben quattro gli studi riguardanti le scoperte della sonda Phoenix, al lavoro da oltre tredici mesi sulla superficie di Marte, pubblicati sull'ultimo numero di Science. Il più curioso - e anche inatteso - riporta la possibilità che sul Pianeta rosso si possa assistere a vere e proprie nevicate.

A suggerire questa possibilità è il team guidato da James Whiteway (York University di Toronto) sulla base delle misurazioni effettuate con lo strumento LIDAR (Light Detection and Ranging), una apparecchiatura che emette impulsi laser verso gli strati più bassi dell'atmosfera di Marte e acquisisce informazione dal modo in cui la luce viene riflessa dalle nubi e dalle polveri.

Le rilevazioni non solo hanno messo in luce la presenza di nubi di vapore d'acqua molto simili ai cirri terrestri, ma anche la formazione di cristalli di ghiaccio destinati poi a precipitare verso il suolo nel corso della notte. Whiteway e i suoi collaboratori riferiscono di aver osservato queste nubi portatrici di neve ogni notte da quando su Marte, in seguito al passaggio dalla stagione estiva a quella invernale, la temperatura ha cominciato a diminuire. A rifornire le nubi ci penserebbe un efficiente meccanismo di convezione e di turbolenza, in grado di riportare in quota il vapore d'acqua originatosi dalla sublimazione diurna del ghiaccio precipitato al suolo.

Fonte: Science

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Le dighe non sono più quelle di una volta: la super-diga cinese

fiume tsangpo

La costruzione della super-diga cinese sul fiume Yarlung Tsangpo in Tibet è un modo per riflettere sull’inevitabilità delle grandi opere, anche quando dovrebbero servire ad alleggerire i danni all’ambiente. Ovviamente non c’è nulla di inevitabile. Non sta scritto da nessuna parte che per fare energia idroelettrica si debba per forza sterminare una riserva naturale, far sfollare milioni di persone e ridurre alla sete la popolazione a valle.

Immagine: Canyon del fiume Yatlung Tsangpo. Di mayanming, CC BY-SA 3.0

Nel luglio 2025 il primo ministro cinese Li Qiang ha inaugurato il cantiere di quella che diventerà la più grande centrale idroelettrica del mondo, Medog, sul fiume Yarlung Tsangpo in Tibet, un progetto approvato da anni ma finanziato in via definitiva solo nel dicembre 2024.