fbpx ISDE: La 5^ conferenza “Update su Salute Ambientale Globale" | Page 7 | Scienza in rete

ISDE: La 5^ conferenza “Update su Salute Ambientale Globale"

Primary tabs

Read time: 1 min

 

Comunicato stampa


 

L’International Society of Doctors for the Environment Medici per l’Ambiente - ISDE e la Regione Toscana, con il supporto tecnico dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), promuovono ed organizzano la 5^ Conferenza Internazionale “Update su Salute Ambientale Globale”.
La conferenza si svolgerà ad Arezzo il 28 Febbraio 2015, presso l’Auditorium Pieraccini dell’Ospedale San Donato, ed avrà tra i principali obiettivi quello di promuovere un dibattito internazionale sulle problematiche ambientali locali e globali emergenti e più urgenti; essere evento pilota per iniziative simili in altri Paesi; valutare strategie di promozione della salute ambientale alla luce di problematiche emergenti (incremento delle malattie cronico-degenerative, infiammatorie e tumorali; criticità legate alla globalizzazione; potenzialità e criticità della cooperazione internazionale; relazioni Nord-Sud).
La conferenza si propone anche come strumento per un maggiore dialogo e per una migliore sinergia di azione tra il settore medico, quello della salute pubblica e il mondo politico, e a supporto di una maggiore consapevolezza e diffusione delle strategie di azione della Organizzazione Mondiale della Sanità.
In allegato il programma della conferenza che è stata inserita anche nel percorso nazionale di accreditamento ECM (Educazione continua in Medicina) per i Medici Chirurghi, Odontoiatri, Veterinari, Farmacisti, Chimici, Biologi, Psicologi e Tecnici sanitari della prevenzione.

Associazione Medici per l'Ambiente - ISDE Italia

Sezioni: 
AllegatoDimensione
Microsoft Office document icon conference_-_programma_ita_29_28_jan.doc139 KB
Eventi

prossimo articolo

Nepal, quando una montagna diventa un’alluvione

Dal collasso di roccia e ghiaccio sul Langtang Lirung alla piena catastrofica: che cosa sappiamo, che cosa resta incerto e che ruolo può avere avuto il riscaldamento dell’alta montagna. E sopratutto cosa fare per capire meglio e anticipare immani catastrofi come questa. Ne scrive Giorgio Vacchiano.
Immagine satellitare dell'area interessata dall'alluvione, da USGS EarthExplorer, https://earthexplorer.usgs.gov/

Il disastro che il 26 agosto 2026 ha colpito il Nepal e il Tibet non è stato una normale alluvione provocata semplicemente da precipitazioni estreme, e nemmeno, propriamente, il solo “crollo di un ghiacciaio”. Le evidenze disponibili indicano una catena di processi iniziata oltre cinquemila metri di quota con il cedimento congiunto di roccia e ghiaccio sul versante settentrionale del Langtang Lirung.