fbpx Il soffio del microquasar | Page 15 | Scienza in rete

Il soffio del microquasar

Primary tabs

Read time: 2 mins

Osservazioni con il VLT e con il telescopio spaziale Chandra hanno permesso di individuare un microquasar incredibilmente energetico distante 12 milioni di anni luce che sta soffiando nello spazio una bolla di gas davvero gigantesca.

Il termine microquasar è stato ideato dagli astronomi per indicare oggetti celesti di massa stellare la cui emissione assomiglia moltissimo a quella tipica dei quasar, i nuclei galattici estremamente attivi la cui energia è dovuta alla presenza di un buco nero supermassiccio. Anche per i microquasar il responsabile è un buco nero, ma la sua massa è di poche masse solari e il rilascio di energia è dovuto alla materia che, attirata dalla gravità, gli spiraleggia intorno. Tipica per queste sorgenti è la presenza di intensi getti di particelle espulse a velocità relativistiche.

I dati, raccolti da Manfred W. Pakull (Università di Strasburgo) e collaboratori con il Very Large Telescope e il Chandra X-ray Observatory, indicano che i getti di un microquasar appartenente alla galassia NGC 7793 stanno gonfiando una bolla di gas delle dimensioni di un migliaio di anni luce, il doppio di quanto osservato finora in altri microquasar. Nello studio pubblicato su Nature i ricercatori spiegano che, anzichè essere destinata alla produzione di elettroni relativistici, l'energia dei getti - superiore a quella osservata per altri microquasar - viene liberata soprattutto sotto forma di calore. Le osservazioni in diverse regioni dello spettro indicano che il gas caldo pompato da quei getti energetici si sta espandendo alla velocità di almeno un milione di chilometri all'ora e che questa incredibile attività perdura da almeno 200 mila anni.

ESO - Research paper

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Il PNRR ha migliorato la sanità pubblica territoriale?

Persona sulle scale in sedia a rotelle

Il 30 giugno scorso si è chiusa formalmente la Missione 6 del PNRR, quella dedicata alla salute. A poco più di un mese di distanza si attendono i dati ufficiali. Verranno a gala i veri nodi: la mancanza di personale, i divari enormi tra Regioni, la carenza di risorse. La partita vera, quella di costruire una sanità territoriale capace di gestire la cronicità, comincia adesso. 

Foto: Nadila Doloh - Pexels

Ormai è tempo per una prima valutazione di impatto della Missione 6, quella dedicata alla salute, del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Il 30 giugno scorso si è sancita la conclusione degli interventi, preceduta da una affannosa corsa alla certificazione del realizzato nel maggior numero possibile di casi.