fbpx Il pianeta bollente | Page 15 | Scienza in rete

Il pianeta bollente

Primary tabs

Read time: 1 min

Scoperto il pianeta più caldo mai osservato finora: complice la vicinanza alla sua caldissima stella, è caratterizzato da una temperatura superficiale di circa 3200 °C.
Le prime avvisaglie della sua esistenza risalgono al 2006, ma la conferma è venuta solamente lo scorso anno, al termine di un paziente lavoro osservativo delle distorsioni provocate dal pianeta nello spettro di WASP-33, una stella variabile della costellazione di Andromeda distante circa 380 anni luce.

WASP-33b, questo il nome del pianeta, è grande circa una volta e mezza Giove e la sua massa è stimata in circa quattro volte quella del nostro pianeta gigante. La sua orbita lo fa circolare intorno alla sua stella a neppure un decimo della distanza orbitale di Mercurio e questo comporta che un anno su WASP-33b duri poco più di 29 ore. Poiché la superficie della stella è più calda di quella del Sole – 7100 °C contro 5600 °C – tale vicinanza provoca l'incredibile surriscaldamento della superficie planetaria, che ribolle a oltre 3000 gradi.

Uno studio appena pubblicato su Astronomy & Astrophysics, inoltre, annuncia che WASP-33 presenta, oltre alle pulsazioni tipiche della sua variabilità, altre pulsazioni che potrebbero essere dovute proprio alla presenza del pianeta, una sorta di azione di marea come quella che la Luna esercita sulla Terra.

INAF - New Scientist

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

I ricercatori e tecnologi INAF precari richiedono un intervento urgente alla Presidenza del Consiglio

In un prato, di notte, un telescopio che emette luce punta verso il cielo stellato

Pubblichiamo la lettera aperta con cui la Rete degli stabilizzandi INAF si rivolge alla Presidente del Consiglio per chiedere un intervento legislativo urgente che consenta di stabilizzare, come era stato in precedenza concordato, i molti ricercatori con contratti a termine in essere da molti anni. Oggi in INAF si contano 660 figure precarie su circa 1.920 addetti complessivi; oltre il 40% del personale di ricerca e tecnologia è in condizione di precarietà, e circa 300 persone avrebbero già i requisiti per una stabilizzazione immediata secondo la normativa vigente. Senza un nuovo intervento straordinario molte professionalità altamente qualificate rischiano di lasciare l’Ente o addirittura il Paese. Crediti immagine: Simone Delalande su Unsplash

Onorevole Presidente del Consiglio,

siamo ricercatori e tecnologi precari dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).

Possediamo il Dottorato di Ricerca e una media di 8 anni di esperienza lavorativa e di 40 anni di età. Siamo pertanto professionisti qualificati, che da tempo guidano e garantiscono continuità a progetti di ricerca strategici nazionali e internazionali del nostro Ente: ormai non siamo più giovani in formazione.

Con questa lettera aperta chiediamo il Suo intervento circa la drammatica situazione di precariato che si è venuta a creare.