fbpx Il nuovo braccio della Galassia | Page 12 | Scienza in rete

Il nuovo braccio della Galassia

Primary tabs

Read time: 2 mins

Grazie a osservazioni radio, due astronomi individuano un nuovo braccio della Via Lattea: potrebbe trattarsi della continuazione del braccio Scudo-Sagittario.

La ricerca, pubblicata su Astrophysical Journal Letters, è importante non solo per la scoperta in sé, ma anche per il metodo osservativo utilizzato dagli astronomi. Thomas Dame e Patrick Thaddeus (Harvard-Smithsonian CfA), infatti, devono la loro scoperta a un radiotelescopio di modestissime dimensioni (una parabola di poco più di un metro) con il quale hanno catturato l'emissione del monossido di carbonio puntando in direzione del piano galattico.

La scelta di utilizzare il monossido di carbonio quale tracciante per individuare grandi strutture della nostra Galassia (le cosiddette nubi molecolari giganti) si è rivelata vincente permettendo di localizzare con chiarezza una nube molecolare con un raggio di 150 anni luce e con una massa di almeno 50 mila masse solari. La struttura appare anche in precedenti osservazioni radio dedicate alla mappatura dell'idrogeno neutro del disco galattico, ma finora non le era stato dato il giusto peso.

Secondo Dame e Thaddeus saremmo in presenza della propaggine finale del braccio galattico denominato Scutum-Centaurus, una struttura lunga più di 200 mila anni luce avvolta intorno al centro galattico per più di 300 gradi. E' questa struttura, assieme a quella simmetrica costituita dal cosiddetto braccio di Perseo, a dare alla nostra Via Lattea quell'aspetto spiraliforme che osserviamo in molte altre galassie sparse nel cosmo.

Sky & Telescope - Research paper

Autori: 
Sezioni: 
Astrofisica

prossimo articolo

La lezione delle epidemie e la memoria dei sistemi sanitari

Mappa geografica del mondo con bolli rossi di dimensioni diverse che indicano la presenza di patologie

Perché nella prevenzione delle epidemie, con i loro pattern ripetitivi, non si riescono a mettere a frutto le lezioni del passato? Le istituzioni sanitarie le conoscono, ma oggi non hanno meccanismi strutturati per mantenerle operative nel tempo. Per uscire da questa amnesia ciclica serve un'infrastruttura permanente di apprendimento istituzionale, sul modello di quella dell'aviazione civile o della sicurezza nucleare. Una proposta concreta, sotto egida OMS, con autonomia metodologica garantita.
Crediti immagine: foto di Martin Sanchez su Unsplash

Il focolaio di virus Andes (Andes virus, ANDV) a bordo della nave da crociera MV Hondius, con almeno tre decessi e una decina di casi confermati, ripropone una sequenza nota nel campo delle epidemie: ritardo nel riconoscimento, dispersione dei contatti, costruzione affannosa della risposta.