fbpx Ikka Hanski, l'uomo che contava le farfalle | Page 2 | Scienza in rete

Ikka Hanski, l'uomo che contava le farfalle

Read time: 1 min

Si è spento prematuramente Ilkka Hanski, uno dei ricercatori di ecologia delle popolazioni e biodiversità più affermati del nostro tempo. Finlandese, 63 anni, Ilkka Hanski aveva vinto il Premio Balzan per le scienze ecologiche nel 2000 con questa motivazione: "Per i suoi contributi fondamentali all'ecologia delle popolazioni e delle comunità. Il suo lavoro consente di comprendere come le popolazioni riescano a sopravvivere in natura e come la politica di conservazione delle specie in via di estinzione debba essere condotta e portata a termine".

Hanski era noto come "l'uomo che contava le farfalle", quando svolse il lavoro censimento dei lepidotteri nelle isole Åland, alla ricerca di nuove risposte sulla dinamiche di conservazione e di estinzione di una popolazione animale  (link: http://www.balzan.org/it/premiati/ilkka-hanski/profilo-hanski)

Nel 2012 a Milano, aveva tenuto una seguitissima e appassionante "Balzan Lecture" nell'ambito dell'Evolution Day del Museo di Storia Naturale di Milano sulla "Perdita di biodiversità". Scienszainrete l'aveva intervistato in occasione della sua lecture italiana:"Siamo alla sesata estinzione di massa?".

Autori: 
Sezioni: 
Addii

prossimo articolo

Eutanasia: rispettare le volontà, anche quando è difficile riconoscerle

Ulisse e le sirene

Nel dibattito sul fine vita le decisioni più difficili da accettare sono quelle che provengono dal disagio mentale. Ma proprio su questi temi è bene che le discussioni siano il più possibile ancorate ai fatti e le scelte informate e consapevoli siano riconosciute e rispettate. Ulisse e le Sirene , dipinto di John William Waterhouse, The Art History Archive 

Una ricerca su PubMed e su Ngram Viewer mostra che la frequenza del termine eutanasia, nel lessico generale e in quello medico in lingua inglese, è più o meno costante fino al 1960, poi cresce esponenzialmente fino al 2000 e declina in modo relativamente lento. In Italia, il picco è spostato in avanti di circa dieci anni e negli ultimissimi il declino si è invertito. Una spiegazione plausibile della crescita esponenziale è che si parli di più di eutanasia perché, anche se si vive più a lungo, si muore peggio che in passato: la morte degenerativa ha sostituito quella acuta.