fbpx Identificati i neuroni 'interruttori' del sonno | Page 14 | Scienza in rete

Identificati i neuroni 'interruttori' del sonno

Primary tabs

Read time: 2 mins

Sono ricercatori del dipartimento di Neuroscience and Brain Technologies dell’IIT (Istituto Italiano di Tecnologia) gli autori di un lavoro che individua il gruppo di neuroni con il ruolo di “interruttore” per le onde cerebrali lente prodotte durante il sonno.

Le oscillazioni cerebrali prodotte durante le fasi di sonno sono fondamentali nella regolazione delle proprietà elettriche dei neuroni e nel miglioramento di specifiche capacità cognitive. Descrivere i meccanismi alla base dei microcircuiti neuronali che li producono significa contribuire, in modo detrminante, alla comprensione del funzionamento del cervello nei mammiferi, una delle sfide più importanti in ambito biologico. Lo studio, condotto da Tommaso Fellin, è stato possibile grazie all’applicazione dell’optogenetica - tecnica innovativa che sfrutta le potenzialità dell’ottica e quelle della genetica - applicata agli strati più profondi della corteccia cerebrale: le rodopsine - proteine sensibili alla luce che una volta illuminate generano microcorrenti in grado di attivare o disattivare i circuiti neuronali - sono state utilizzate per osservare il ruolo dei circuiti più profondi della corteccia.

«La corteccia cerebrale è una struttura complessa composta da diversi strati ognuno dei quali contiene una quantità innumerevole di neuroni, basti pensare che in una porzione millimetrica sono presenti circa 100.000 cellule - spiega Fellin - Nella nostra ricerca abbiamo individuato un sottogruppo neuronale situato negli strati profondi della corteccia e abbiamo compreso il suo funzionamento, evidenziandone il ruolo nella regolazione delle onde lente, cioè di una particolare attività elettrica che si registra nel cervello durante il sonno profondo».

Con questa scoperta è quindi possibile comprendere meglio i circuiti che consolidano le informazioni e le trasformano in ricordi a lungo termine durante il sonno.

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Neuroscienze

prossimo articolo

Gender equality nella ricerca: c'è ancora il soffitto di cristallo

bilancia in disequilibrio con figure stilizzate di uomo e donna

In occasione della Giornata ONU delle donne e delle ragazze nella scienza, diamo un'occhiata ai dati europei sulla gender equality: ci sono i segnali di progresso nella partecipazione femminile alla ricerca e all’innovazione, ma anche persistenti squilibri strutturali. Per esempio, nonostante l’aumento di donne tra esperti, valutatori e coordinatori di progetto, l’accesso alle posizioni apicali resta limitato, la precarietà contrattuale più diffusa e il carico di cura sproporzionato. 

L’11 febbraio, Giornata ONU dedicata alle ragazze e alle donne nella scienza, offre l’occasione per interrogarsi non solo sulla loro presenza nel settore della ricerca e dell’innovazione (R&I), ma soprattutto sulla qualità di tale presenza: chi avanza di carriera, chi resta ai margini, chi abbandona e perché. Negli ultimi anni l’Unione europea ha fatto dell’uguaglianza di genere una priorità esplicita, integrando la gender dimension nei programmi quadro per la ricerca e promuovendo cambiamenti istituzionali attraverso strumenti come il Gender Equality Plan (Gep).