Collocata nei giorni scorsi nelle
profondità dei ghiacci del Polo Sud l'ultima serie di sensori
dell'IceCube Neutrino Observatory, il più grande rilevatore di
neutrini mai realizzato.
Davvero uno strano telescopio,
l'IceCube. Immerso nelle profondità del ghiaccio antartico, fa
proprio di quel ghiaccio incontaminato il suo punto di forza. I suoi
5160 sensori, collocati quali perle preziose in 86 distinte collane
sprofondate anche fino a 2 chilometri e mezzo nella crosta ghiacciata
del Polo Sud, hanno il compito di rilevare la debole luce azzurrina
chiamata radiazione Cherenkov. Questa radiazione è la diretta
conseguenza dell'urto di un neutrino con un atomo di ossigeno:
nell'impatto viene prodotto un muone che si trova a muoversi nel
ghiaccio più velocemente di quanto non lo possa fare la luce ed è
proprio questa sua caratteristica all'origine della radiazione
catturata da IceCube.
I tecnici hanno iniziato a collocare le
file di rilevatori nel 2004 e qualche giorno fa sono finalmente
giunti alla conclusione della loro fatica. Impresa davvero titanica:
non è infatti un'inezia perforare il ghiaccio e tenere aperto quel
pertugio in modo che la fila di 60 rilevatori, ciascuno dei quali è
grande come un pallone da basket, possa essere collocata in modo
corretto.
Tutto è pronto, dunque. Finalmente
potremo cominciare a rilevare e studiare le caratteristiche degli
imprendibili neutrini sparati verso la Terra dai più energetici ed
esotici fenomeni dell'universo.
IceCube completato
Primary tabs
Autori:
Sezioni:
Indice:
Astrofisica
prossimo articolo
Hantavirus e piano pandemico: siamo davvero pronti?

Le nozze coi proverbiali fichi secchi il Piano pandemico approvato, in ritardo, il 30 aprile scorso, proprio un paio di giorni prima la scoperta del focolaio di hantavirus. Non resta che confidare che il rischio in Italia sia davvero molto limitato.
Crediti dell'immagine di copertina: CDC/Cynthia Goldsmith
Partiamo da un comunicato stampa dell’Istituto superiore di sanità con dati aggiornati al 12 maggio: «Il 2 maggio 2026 l'Organizzazione mondiale della sanità ha segnalato un focolaio di gravi malattie respiratorie a bordo di una nave da crociera con 147 tra passeggeri e membri dell'equipaggio. Al 10 maggio 2026 sono stati identificati undici casi, tra cui tre decessi. Il virus è stato identificato come hantavirus delle Ande.