fbpx I primi utensili | Page 34 | Scienza in rete

I primi utensili

Primary tabs

Read time: 1 min

Alcune scalfitture rinvenute su ossa di erbivori preistorici scoperte in Etiopia sarebbero da ricondurre a primitivi utensili di pietra utilizzati da individui di Australopithecus afarensis quasi tre milioni e mezzo di anni fa.

Il ritrovamento è opera di un team internazionale di archeologi presso il sito di Dikka (Etiopia nordorientale), non molto distante dalla località in cui venne rinvenuto lo scheletro di Lucy, senza dubbio il più noto esemplare di Australopithecus afarensis. Shannon McPherron (Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology) e i suoi collaboratori si sono imbattuti in quattro frammenti ossei appartenuti a erbivori preistorici sui quali hanno individuato chiare tracce lasciate da utensili di pietra utilizzati per scarnificare le prede.

La datazione tramite isotopi dell'Argo e l'analisi stratigrafica hanno permesso di stabilire che quelle tracce risalgono a oltre 3,39 milioni di anni or sono. Poiché finora le più antiche tracce dell'uso di utensili erano quelle scoperte a Gona (sempre in Etiopia) risalenti intorno ai due milioni e mezzo di anni fa, la scoperta di McPherron farebbe anticipare di circa 800 mila anni l'impiego di utensili da parte degli ominidi.
Lo studio è stato pubblicato su Nature lo scorso 12 agosto.

Arizona State University

Autori: 
Sezioni: 
Luoghi: 
Antropologia

prossimo articolo

Le liste d'attesa spiegate al popolo

Persone in attesa in ospedale

Qualche settimana fa l’annuncio trionfante di un miglioramento delle liste d’attesa, cui non sembra tuttavia corrispondere l’esperienza di tante persone. Il fatto è che ci si riferisce alle sole liste d’attesa per le prestazioni diagnostiche e ambulatoriali, mentre rimangono sterminati i tempi per esempio per le ammissioni alle strutture socioassistenziali o per la definizione delle disabilità. E comunque appare evidente che molto c’è da migliorare nella raccolta e trasferimento dei dati su quel che succede per davvero. Foto di Navy Medicine su Unsplash.

L’interesse per il tema delle liste di attesa non si attenua mai, ma ogni tanto questo interesse ha dei picchi come avvenuto di recente quando in base ai dati del primo quadrimestre 2026 confrontati con quelli del 2025 è sembrato che finalmente qualcosa si stesse muovendo, tanto da far titolare il Sole24 Ore “Liste di attesa, miglioramenti in 16 Regioni”.