A due anni di distanza dal sisma che ha colpito l’Abruzzo, mentre abbiamo ancora davanti agli occhi le tragiche immagini del più recente che ha sconvolto il Giappone, l’Ospedale Bambin Gesù di Roma rende noti i primi risultati dello studio sulle conseguenze psichiche dell’evento tra i più piccoli, che ha coordinato all’Aquila e nei paesi limitrofi con il sostegno della Caritas Italiana e la collaborazione dei pediatri del luogo. Questi ultimi si sono occupati della fase preliminare di screening, condotta attraverso circa 2000 questionari sottoposti a 500 bambini tra i 3 e i 5 anni e 1500 più grandi, fino ai 14. Si è entrati ora nella fase della conferma, tramite visita specialistica neuropsichiatrica, delle diagnosi emerse dai test. Dai risultati preliminari emerge che il 7 per cento dei ragazzi mostra i segni di una sindrome post traumatica da stress; più di uno su dieci manifesta disturbi d’ansia. I più piccoli invece pare abbiano superato meglio il trauma.
I bimbi dell'Aquila due anni dopo
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The sea: il mare come diritto e come sogno

Il dodicenne palestinese Khaled viene respinto al checkpoint, unico in tutta la classe, perché ha partecipato a una manifestazione: per lui quel giorno sarà impossibile vedere il mare. Ma il desiderio rimane, potente, come racconta il regista Shai Carmeli-Pollak nel film The Sea. Un’ora e mezza di buon cinema, coinvolgente, girato da un israeliano e da una troupe mista e prodotto dal palestinese Baher Agbariya.
Immagine: screenshot dal film The sea
Un bambino al mare
Conosco un bambino così povero
che non ha mai veduto il mare.
A Ferragosto lo vado a prendere
in treno a Ostia lo voglio portare.“Ecco, guarda”, gli dirò
“questo è il mare, pigliatene un po’!”.Col suo secchiello, fra tanta gente,
potrà rubarne poco o niente:
ma con gli occhi che sbarrerà
il mare intero si prenderà.Gianni Rodari