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Higgs ancora non si vede

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Alcuni giornali hanno rilanciato, lunedì 25 aprile, la notizia già circolata nel fine settimana scorso, della osservazione da parte dei ricercatori dell'esperimento ATLAS di LHC, di un bosone di Higgs. Una scoperta che sarebbe stata clamorosa, ma che purtroppo non è vera. La smentisce prima di tutto la responsabile dell'esperimento ATLAS, Fabiola Gianotti: "quello che è stato pubblicato su un blog da alcuni ricercatori di ATLAS è solo un picco di eventi come ne abbiamo avuti tanti nei mesi scorsi - spiega Fabiola Gianotti - non c'è nessuna evidenza, e comunque nessuna statistica significativa, che si tratti i un bosone di Higgs. Certo, questi dati, questo picco, verranno esaminati come tutti gli altri picchi avuti in passato. Ma questo non autorizza nessuno a parlare di scoperta". I media sono stati eccitati dalla comparsa di un memo interno del CERN, apparso sul blog di un matematico della Columbia University, Peter Woit. 

Comunicato stampa INFN

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Fisica

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L’esodo dei dottori di ricerca dalle agenzie scientifiche USA

fila di dottori in ricerca su sfondo cupo e bandiera statunitense

La mobilità è una caratteristica strutturale delle prime fasi della carriera scientifica, così come il ricambio generazionale legato ai pensionamenti. Ma l’equilibrio tra uscite e nuove assunzioni nelle agenzie federali statunitensi si è spezzato bruscamente con le politiche della presidenza Trump. Che, tra cancellazione di contratti, pressioni al prepensionamento e drastici annunci di tagli, hanno innescato un esodo senza precedenti di dottori di ricerca, lasciando segni profondi e duraturi nel sistema della ricerca pubblica.

Immagine di copertina elaborata da un'illustrazione di ChatGPT

Nel mondo della ricerca i primi anni sono caratterizzati da una notevole mobilità. Chi, ottenuto il dottorato di ricerca, inizia la carriera ha contratti temporanei ed è normale che, finito uno, ne inizi un altro, magari in un altro istituto, in un’altra università, in un’altra città, oppure in un'altra nazione.

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