fbpx Guidati dal respiro | Page 9 | Scienza in rete

Guidati dal respiro

Primary tabs

Read time: 2 mins

Equipe di scienziati israeliani ha sviluppato un dispositivo comandato dal respiro che permette ai gravemente disabili di scrivere e muovere la sedie a rotelle. Lo studio pubblicato online su Proceedings of the National Academy of Sciences.

A prima vista sembrano cannule nasali per la somministrazione dell'ossigeno, invece si tratta del nuovo presidio “pneumoguidato” escogitato da Noam Sobel e colleghi del Weizmann Institute of Science di Rehovot. L'idea parte dalla constatazione che nelle persone fortemente disabili, come per esempio negli affetti dalla sindrome del chiavistello (cosiddetta “sindrome locked-in”), sono ancora intatti alcuni nervi cranici che permettono loro di comunicare con il movimento degli occhi o, proprio come nel nostro caso, con il respiro.

I due programmi informatici (di scrittura e attivazione della sedia a rotelle) tramutano l'aria inspirata ed espirata in comandi operativi: espirazione ed inspirazione ad intensità diverse determinano insieme alla frequenza del respiro la direzione della sedia rotelle o la digitazione di lettere diverse sullo schermo di un computer.

I 36 partecipanti ai test hanno dimostrato che dopo un po' di pratica tutti sono stati in grado di eseguire i comandi con la stessa efficienza, anche se a diversa velocità, del comando manuale. Tutti i pazienti paraplegici, un paziente “locked-in' con contrattilità parziale dei muscoli del collo e altri due su tre con sindrome totale sono stati in grado con l'esercizio di padroneggiare il nuovo metodo di scrittura. Anche il paziente paraplegico ha saputo manovrare la sedia a rotelle con la stessa abilità di una persona sana.

A parte alcuni correttivi di manovra al sistema frenante della sedia a rotelle i ricercatori hanno già fatto domanda di brevetto per la loro invenzione, con i prossimi obiettivi puntati sui pazienti in stato vegetativo. Unico limite di applicazione: i pazienti con perdita di controllo sui nervi cranici, perché impossibilitati ad azionare il velo palatino, la membrana mobile che funge da interruttore fra la cavità nasale e quella orale.

Plotkin A et al. Sniffing enables communication and environmental control for the severely disabled. PANS July 26, 2010, doi: 10.1073/pnas.1006746107

Autori: 
Sezioni: 
Free tag: 
Indice: 
TECNOLOGIE MEDICHE

prossimo articolo

Medicina aerospaziale: cosa ci insegna la vita in orbita sulla biologia umana

astronauta nello spazio

Perché continuiamo a investire miliardi per tornare sulla Luna e prepararci a raggiungere Marte? Non è soltanto una questione di esplorazione o prestigio tecnologico. Nello spazio, infatti, il corpo umano è sottoposto a condizioni impossibili da replicare sulla Terra: microgravità, radiazioni cosmiche e isolamento accelerano processi biologici che qui richiederebbero anni per manifestarsi. E così, dalle cellule coltivate su organ-on-chip agli studi sull'invecchiamento e sulla medicina di precisione, la ricerca aerospaziale sta trasformando le missioni spaziali in laboratori unici per comprendere meglio malattie, sviluppare nuove terapie e migliorare la salute di tutti noi.

Al racconto dell’umanità nello spazio a volte manca qualcosa. Spesso le missioni spaziali vengono raccontate come eventi grandiosi, emotivi, momenti nei quali i limiti dell’essere umano sono messi alla prova – e a volte superati. Una narrazione che tiene le persone col naso all’insù ma che a volte manca di rispondere a una domanda: dopotutto, a cosa serve andare nello spazio?