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Ghiacci e tsunami

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Immagini satellitari mostrano come le onde di tsunami innescate dal terremoto in Giappone dello scorso 11 marzo hanno raggiunto l'Antartide staccando grossi iceberg dalla piattaforma ghiacciata.

Benché la Baia antartica di Sulzberger disti oltre 13 mila chilometri dall'epicentro, gli effetti del sisma giapponese si sono fatti sentire anche qui. Uno studio condotto da Kelly Brunt (Goddard Space Flight Center) e collaboratori e pubblicato su Journal of Glaciology mette a confronto le immagini radar acquisite dal satellite Envisat dell'ESA nei giorni immediatamente precedenti e seguenti il terremoto e mostra come le onde di tsunami abbiano provocato il distacco di enormi lastroni di ghiaccio, il maggiore dei quali ha una ampiezza di 6,5 per 9,5 chilometri e uno spessore di circa 80 metri. Lo studio mette inoltre in evidenza come il fronte della piattaforma ghiacciata antartica dal quale si sono staccati i grossi iceberg risultasse stabile da oltre 46 anni.

Non è la prima volta che tsunami collegati a eventi sismici, ma anche perturbazioni ondose meno estreme, fanno sentire la loro azione sulle coste del continente Antartico. Secondo i ricercatori siamo in presenza di un'ulteriore prova dell'intimo legame tra il moto ondoso oceanico e la produzione di iceberg dalla piattaforma antartica, una connessione che appare molto stretta anche con eventi verificatisi nell'emisfero settentrionale.

ESA

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Geofisica

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i resti di ominini ritrovati in Marocco

Nuovi fossili scoperti in Marocco e datati a circa 773mila anni fa potrebbero avvicinarci all’identità dell’ultimo antenato comune di Homo sapiens, Neanderthal e Denisova, rimasto finora sconosciuto. I resti, rinvenuti nei pressi di Casablanca e analizzati da un team internazionale di ricercatrici e ricercatori, mostrano una combinazione di caratteristiche arcaiche e moderne che apre nuovi scenari sulle origini della nostra specie.

Nell'immagine di copertina: i resti rinvenuti in Marocco. Crediti: Hublin JJ, Lefèvre D, Perini S et al. Early hominins from Morocco basal to the Homo sapiens lineage. Nature (2026). https://doi.org/10.1038/s41586-025-09914-y. Licenza: CC BY 4.0

Alcuni nuovi fossili di ominini scoperti di recente in Marocco aggiungono un nuovo tassello alla ricostruzione delle origini della nostra specie. Un team internazionale ha infatti analizzato resti datati 773mila anni fa provenienti dalla Grotte à Hominidés, nei pressi di Casablanca, scoprendo che presentano un mosaico di caratteristiche primitive e derivate che potrebbero porli alla base della linea evolutiva di sapiens, Neanderthal e Denisova.