fbpx Garattini: sigarette più care per sostenere la ricerca | Page 6 | Scienza in rete

Garattini: sigarette più care per sostenere la ricerca

Primary tabs

Read time: 2 mins

In occasione della riunione di domani del Consiglio dell’Unione Europea a Strasburgo, che si occuperà anche dell’armonizzazione delle normative riguardanti la lavorazione e la vendita di prodotti del tabacco, Silvio Garattini, Direttore dell’IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche ‘Mario Negri’, ricorda che in Italia il costo di un pacchetto di sigarette è circa la metà di quello di Paesi come la Gran Bretagna.

 “Se il prezzo del pacchetto di sigarette passasse dagli attuali circa 4 euro a 6 euro - sostiene il Direttore dell’Istituto Mario Negri -, destinando il 10% dell’aumento alla ricerca biomedica, si potrebbe recuperare facilmente un miliardo di euro a sostegno della ricerca e creare in tal modo 6.000 posti di lavoro e formare 12.000 nuovi ricercatori, oltre a ridurre il consumo di tabacco che resta la causa prima dei tumori al polmone e di altre malattie respiratorie”.

La ricerca scientifica italiana - aggiunge Silvio Garattini - perde continuamente colpi e regredisce nelle graduatorie internazionali, pur avendo ricercatori in grado di competere anche in campo biomedico con i migliori gruppi del mondo. Continuiamo a perdere giovani e meno giovani che per poter sviluppare aspirazioni e progetti sono obbligati a emigrare in Paesi dove la ricerca è considerata una risorsa. In questo modo si perdono ricercatori, la cui formazione ha comportato un costo significativo per la comunità nazionale. E si regalano competenze a Paesi che sono in competizione con l'Italia”.

Ufficio Stampa IRCCS  

Autori: 
Sezioni: 
Ricerca

prossimo articolo

Doping: cosa c'è dietro una positività e cosa insegna il caso legato ad Alex Schwazer?

campo di atletica

La positività all’eritropoietina contestata a Schwazer ha riportato al centro del dibattito pubblico il funzionamento dei controlli antidoping. Come si costruisce una prova scientifica nello sport? E quale ruolo hanno campioni biologici, controanalisi, catena di custodia e procedure di verifica?

A chi legge quotidianamente la cronaca sportiva capita spesso di imbattersi in notizie tutt'altro che inattese. Non è certo una sorpresa che nei giorni scorsi l'Argentina abbia superato l'Austria grazie a due gol di Lionel Messi. Una sensazione analoga l'ho provata quando ho letto dell'ennesimo caso di positività a sostanze dopanti in una competizione internazionale di atletica. Sarà il solito maratoneta keniano, ho pensato, considerando che con oltre 140 atleti sospesi negli ultimi anni il Kenya è uno dei Paesi più frequentemente coinvolti in vicende antidoping.