fbpx Garattini: sigarette più care per sostenere la ricerca | Page 7 | Scienza in rete

Garattini: sigarette più care per sostenere la ricerca

Primary tabs

Read time: 2 mins

In occasione della riunione di domani del Consiglio dell’Unione Europea a Strasburgo, che si occuperà anche dell’armonizzazione delle normative riguardanti la lavorazione e la vendita di prodotti del tabacco, Silvio Garattini, Direttore dell’IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche ‘Mario Negri’, ricorda che in Italia il costo di un pacchetto di sigarette è circa la metà di quello di Paesi come la Gran Bretagna.

 “Se il prezzo del pacchetto di sigarette passasse dagli attuali circa 4 euro a 6 euro - sostiene il Direttore dell’Istituto Mario Negri -, destinando il 10% dell’aumento alla ricerca biomedica, si potrebbe recuperare facilmente un miliardo di euro a sostegno della ricerca e creare in tal modo 6.000 posti di lavoro e formare 12.000 nuovi ricercatori, oltre a ridurre il consumo di tabacco che resta la causa prima dei tumori al polmone e di altre malattie respiratorie”.

La ricerca scientifica italiana - aggiunge Silvio Garattini - perde continuamente colpi e regredisce nelle graduatorie internazionali, pur avendo ricercatori in grado di competere anche in campo biomedico con i migliori gruppi del mondo. Continuiamo a perdere giovani e meno giovani che per poter sviluppare aspirazioni e progetti sono obbligati a emigrare in Paesi dove la ricerca è considerata una risorsa. In questo modo si perdono ricercatori, la cui formazione ha comportato un costo significativo per la comunità nazionale. E si regalano competenze a Paesi che sono in competizione con l'Italia”.

Ufficio Stampa IRCCS  

Autori: 
Sezioni: 
Ricerca

prossimo articolo

Storia del pensiero scientifico tra ideali, potere e tradimenti

ritratto di Galileo

"Storia del pensiero scientifico" (Carrocci, 2025), di Marco Ciardi, ricostruisce la nascita dei valori della scienza moderna — verifica, accessibilità, rifiuto dell’autorità — e ne segue l’evoluzione da Galileo a Marie Curie, senza eludere le contraddizioni: il rapporto con il potere, gli usi bellici della ricerca, le disuguaglianze e le derive economiche contemporanee. 

Se venissero distrutti tutti i testi religiosi, poetici o narrativi, essi non esisteranno mai più come sono adesso, non verrebbero mai riscritti con le stesse parole, con le stesse storie. Ma se distruggessimo tutti i libri scientifici, tra migliaia di anni i fatti che hanno a che fare con la scienza verranno ristabiliti esattamente come li conosciamo noi oggi, perché gli esperimenti daranno sempre gli stessi risultati