fbpx Galassie mancanti all'appello | Page 18 | Scienza in rete

Galassie mancanti all'appello

Primary tabs

Read time: 2 mins

Non è certo simpatico scoprire che un inventario che abbiamo con fatica compilato è spaventosamente incompleto. Per certi versi è ciò che sta capitando agli astronomi. Un recentissimo studio, infatti, suggerisce che una grandissima parte delle galassie che popolano le profondità del cosmo sfugge alla nostra rilevazione.

A dire il vero è da un bel po' che gli astronomi sanno che nelle loro survey più profonde moltissime sorgenti non vengono rilevate, ma finora non esisteva una valutazione quantitativa. Ci ha pensato un team internazionale grazie al VLT (Very Large Telescope) e a due differenti apparecchi di ripresa dotati di opportuni filtri per operare a diverse lunghezze d'onda. La ricerca, coordinata da Matthew Hayes (Osservatorio di Ginevra), è apparsa su Nature nei giorni scorsi.

Gli astronomi hanno effettuato riprese molto profonde della stessa porzione di cielo impiegando sia lo strumento FORS per osservare la luce proveniente dall'emissione Lyman-alfa, sia il nuovo strumento HAWK-I per osservare l'emissione H-alfa. Confrontando le osservazioni, Hayes e collaboratori hanno potuto rilevare che il prevedibile assorbimento delle emissioni luminose degli atomi di idrogeno da parte del mezzo interstellare è molto più significativo per l'emissione Lyman-alfa che per quella H-alfa.

A causa dell'espansione dell'universo, però, noi rileviamo la Lyman-alfa a una lunghezza d'onda prossima allo spettro visibile e questo comporta che a essere largamente penalizzate siano proprio le nostre osservazioni nel visibile. Secondo Hayes, dunque, gran parte delle galassie – qualcosa come il 90% del totale – risultano praticamente invisibili nelle survey tradizionali. Una lacuna che sarà necessario colmare al più presto.

ESO - Nature - Research paper

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Il collasso che non c'è: cosa dice il DNA antico

teste isola di pasqua

Il collasso delle civiltà è una delle narrazioni più affascinanti dell’archeologia. Ma lo studio del DNA antico sta raccontando una storia diversa e molto più complessa, mostrando come dietro la scomparsa di una società possano nascondersi fenomeni radicalmente diversi: epidemie, migrazioni, assimilazioni e trasformazioni culturali. E che, a volte, il collasso non è mai avvenuto.

C'è una tomba vicino Parigi che a una prima occhiata sembra raccontare una storia semplice: una comunità la scava, la usa, la tramanda ai figli. Il problema è che tra la prima e la seconda fase di utilizzo di quella tomba passano generazioni di silenzio e chi torna a seppellire i propri morti in quello stesso luogo, a quanto pare, non ha nulla a che fare con chi l'aveva costruita.