fbpx Il futuro delle biomasse | Page 6 | Scienza in rete

Il futuro delle biomasse

Primary tabs

Read time: 1 min

In un rapporto ufficiale i ricercatori dell'UKERC (UK Energy Research Centre) suggeriscono che lo sfruttamento delle biomasse potrebbero soddisfare fino a un quinto della richiesta di energia mondiale senza per questo ostacolare la produzione alimentare.

Il rapporto passa in rassegna oltre 90 studi globali affrontando le controversie chiave nel campo dell'energia e si prefigge di fornire rapporti affidabili e accessibili, con elevati standard di rigore e trasparenza. L'acceso dibattito sul ruolo delle biomasse nel panorama energetico dei prossimi anni, che vede da un lato chi lo saluta come un toccasana e dall'altro chi ne sottolinea il rischio di disastri ambientali, richiede infatti risposte attente e ponderate.

Secondo i ricercatori dell'Imperial College che hanno steso il rapporto, l'ambizioso progetto di contribuire al 20% del fabbisogno energetico con fonti rinnovabili da biomasse è un traguardo ragionevole che può riconciliare sia le esigenze di produzione alimentale che quelle di salvaguardia ambientale. Tra i passaggi da compiere vi sono l'utilizzo più produttivo del terreno e il miglioramento dei processi di sfruttamento delle biomasse.

Viene inoltre sottolineata l'assoluta necessità che i ricercatori che si occupano di cibo e agricoltura e gli specialisti in bio-energia lavorino a stretto contatto di gomito. Solo da questa stretta collaborazione potranno avere soluzione alcuni problemi chiave quali la disponibilità idrica e la protezione ambientale.

UKERC - Report (pdf)

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Energia

prossimo articolo

Farmoplant, 38 anni dopo: memoria, salute e bonifiche ancora in cammino

Lo stabilimento di Avenza nel 1945

L’esplosione del 17 luglio 1988 nello stabilimento di Massa resta un caso di riferimento per lo studio del rapporto tra inquinamento e malattie. I dati più recenti confermano un quadro sanitario dell’area ancora critico, mentre il risanamento dei terreni procede lentamente. Il progetto SINTESI prova ora a costruire un percorso condiviso tra istituzioni e cittadinanza.
Nell’immagine Lo stabilimento azoto ad Avenza - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Stabilimento_Azoto_Avenza_1945.jpg
 

Ancora il ricordo di un disastro industriale, da tenere a mente, dopo quello di Seveso, per costruire conoscenze su ambiente e salute e conservare memoria di chi più ha sofferto e pagato, in quel momento e dopo, in uno dei luoghi dove l’ingiustizia ambientale ha lasciato il segno.