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A Foligno la terza "Festa di Scienza e Filosofia"

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La Festa di Scienza e Filosofia – Virtute e Canoscenza è quest’anno alla sua terza edizione. Organizzata dallo staff del Laboratorio di Scienze Sperimentali diretto da Pierluigi Mingarelli, si svolgerà dal 2 al 5 maggio 2013 a Foligno, nel cuore dell’Umbria, e il tema centrale sarà Scienza e Società.

Il tema è indubbiamente di una ricchezza e complessità evidenti. È ben noto il delicato equilibrio che lega da sempre a doppio filo la scienza con la società, e dunque con il nostro modo di vivere e pensare, dato da un continuo alternarsi nel tempo di rapporti talora incerti, a volte responsabili e fruttuosi, altre ancora di nuovo critici e diffidenti. Le dinamiche interne si vestono allora di parole come entusiasmo, innovazione, sviluppo, ma anche paura, pericolo e sfiducia. “È innegabile l’influenza reciproca oggi esistente fra Scienza e Società” – afferma Pierluigi Mingarelli – “e molte delle recenti grandi dispute culturali saranno affrontate dai relatori alla III edizione di Festa di Scienza e di Filosofia.”

Quattro sono i referenti scientifici d’onore: Edoardo Boncinelli, fisico e genetista; Giulio Giorello, filosofo, matematico ed epistemologo; Silvano Tagliagambe, filosofo ed epistemologo; Roberto Battiston, fisico.

Quattro anche le grandi aree tematiche principali ambiti di riflessione e confronto: il Rapporto della Scienza con la Società, con particolare attenzione alla comunicazione della scienza; la Vita, con chiaro riferimento alla genetica e alle neuroscienze; la Matematica, la temuta “regina delle scienze” di cui saranno approfondite le relazioni con la filosofia, la letteratura e l’arte; la Fisica del XXI secolo, con l’importante scoperta del bosone di Higgs e il suo significato scientifico e filosofico insieme.

Il programma della Festa, “e non Festival” come afferma Edoardo Boncinelli, vede una ricca scelta di conferenze e la partecipazione di molti nomi di prestigio: il matematico Piergiorgio Odifreddi, il direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri” di Milano Silvio Garattini, il filosofo della scienza Telmo Pievani, il presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica Giovanni Bignami, il filosofo Salvatore Natoli e tanti altri ancora.

Oltre agli interventi degli ospiti, sono previste ulteriori coinvolgenti iniziative per grandi e piccini: Mostra e Planetario Inaf, Giocare con la scienza, Scienza che sale Scienza che scende, Dipingere la scienza, Robot in pista. O ancora, attività laboratoriali realizzate ed esposte nelle scuole: Archimede visto dal Liceo G. Marconi, Arte e Scienza con l’Istituto G. Piermarini e Gli itinerari dell’Istituto F. Scarpellini. Sarà infine presentato il progetto scientifico del Parco delle Scienze e delle Arti.

Festa di Scienza e Filosofia 2013 vuole “rafforzare la consapevolezza che ogni futuro sviluppo debba essere fondato sulla Scienza e sulla Cultura, e che promuovere innovazione e conoscenza è necessario per reagire alle difficoltà e dare speranze alle giovani generazioni”. Questa l’anima dell’evento.

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Anche i terremoti piccoli sono importanti

In alcune sequenze sismiche si osserva una correlazione tra le magnitudo di scosse successive, facendo sperare di poter migliorare i modelli per la previsione probabilistica dei terremoti. Tuttavia, secondo un gruppo di ricercatori dell’Università di Napoli Federico II, quando i dati indicano la presenza di una correlazione è solo perché le scosse più piccole sfuggono alle registrazioni. Nell’immagine una strada di Fort Irwin, California, il 5 luglio 2019, dopo che tre scosse di magnitudo tra 6,4, 5,4 e 7,1 partirono dalla città di Ridgecrest, cento chilometri più a nord. Credit: Janell Ford/DVIDS.

I sismologi si chiedono da sempre se un terremoto grande preannunci l’arrivo di un terremoto ugualmente grande o più grande. Si interrogano cioè sull’esistenza di una correlazione tra la magnitudo delle scosse registrate durante una sequenza sismica. Secondo un gruppo di sismologi dell’Università di Napoli Federico II, se questa correlazione c’è è dovuta solo al fatto che non sappiamo rilevare tutti i terremoti piccoli durante le sequenze. Tenendo conto dei terremoti mancanti, la correlazione scompare, e con lei la possibilità di trovare eventi precursori di grandi terremoti.