fbpx Fiuto elettronico | Page 3 | Scienza in rete

Fiuto elettronico

Primary tabs

Read time: 1 min

Grande più o meno come una scatola di scarpe, ENose è un sofisticato "naso elettronico" in grado di fiutare la presenza di sostanze potenzialmente nocive per l'uomo. Lo scorso dicembre l'apparecchiatura è stata portata a bordo della Stazione spaziale dagli astronauti dello shuttle Endeavour e per tutto questo tempo ha tenuto sotto controllo l'aria della stazione orbitante segnalando la presenza di sostanze pericolose. Nei giorni scorsi, come previsto dal programma di sperimentazione, ENose è stato riportato a terra ed è dunque giunto il tempo di valutarne l'operato.

I primi giudizi dei progettisti sono decisamente positivi e il dispositivo viene promosso a pieni voti. In questi mesi ENose ha individuato formaldeide, Freon 218, metanolo ed etanolo: fortunatamente per gli occupanti della Stazione spaziale le quantità di queste sostanze erano abbondantemente al di sotto del livello di allarme, ma la loro individuazione depone a favore dell'affidabilità del naso elettronico e fa intravedere le sue enormi potenzialità.

I possibili sviluppi futuri non saranno comunque limitati unicamente all'ambito spaziale. Oltre al semplice monitoraggio di agenti chimici, infatti, si potrà vedere ENose in azione anche nell'individuazione di esplosivi e persino nella diagnostica medica.

 

Fonte: NASA ENose

 

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Un piano per affrontare il caldo nelle scuole e come finanziarlo

Interno di un'aula scolastica con banco e lavagna

Finita la scuola, si smette di parlare del problema, che però permane, pronto a ripresentarsi l’anno successivo. Bisognerebbe partire da una mappatura termica degli edifici, introdurre protocolli comuni e realizzare interventi su schermature, climatizzazione e fotovoltaico. Le coperture possono arrivare dalle aste CO₂, dal Conto Termico e dai fondi europei. Foto di Slow Death su Pixabay.

Aule delle scuole che superano i 35 gradi, studenti affaticati, docenti costretti a lavorare con le finestre spalancate, dirigenti svenuti durante la maturità e piccoli ventilatori portati da casa. Esami affrontati in edifici che assorbono calore durante tutta la giornata e continuano a restituirlo anche quando fuori la temperatura comincia a diminuire.

Ogni estate assistiamo alle stesse immagini; poi termina la scuola, il problema scompare dal dibattito pubblico e tutto viene rinviato all’anno successivo.