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FDA allerta sul metodo Zamboni

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La Food and Drug Administration statunitense (FDA) boccia il metodo Zamboni per la cura della sclerosi multipla. Lo studio di Zamboni mette in correlazione la sclerosi multipla e l’insufficienza venosa cronica cerebrospinale. La FDA spiega che la “Terapia di liberazione”, la procedura sperimentale utilizzata dall’equipe di Zamboni per aprire le vene ristrette al petto e al collo, non è stata approvata per il trattamento di insufficienza venosa cronica cerebrospinale (CCSVI) e che potrebbe essere pericolosa. Gli studi infatti che analizzano un legame tra SM e CCSVI non sono conclusivi e i criteri usati per diagnosticare la CCSVI non sono stati sufficientemente dimostrati. ”Non vi è alcuna prova attendibile da studi clinici controllati che questa procedura sia efficace nel trattamento della MS”, ha detto William Maisel, vice direttore della FDA.

L’organo americano lancia un warning sul rischio di morte per emorragia celebrale nel sottoprosi a questa "terapia". Altri possibili rischi sono coaguli di sangue e danni ai nervi cranici. La FDA inoltre sta informando medici e ricercatori che stanno pianificando o realizzando studi clinici per il trattamento CCSVI che devono essere conformi alle normative per dispositivi sperimentali e approvati dalla agenzia stessa.

La FDA conclude che continuerà a monitorare segnalazioni di eventi avversi associati alla "terapia della liberazione" e a tenere il pubblico informato. Nel febbraio del 2012 aveva messo sull'avviso alcuni gruppi di ricerca che stavano sperimentando il metodo senza la necessaria autorizzazione provocandone l'interruzione.

Il comunicato della FDA 

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SM

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