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Enzimi per giocare con il DNA

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Pubblicati su Nature Methods una serie di articoli che descrivono le tecniche che sono state impiegate per sviluppare gli enzimi in grado ti tagliare sequenze di DNA specifiche all’interno dei genomi di tutte le specie. Nei lavori presentati si evidanziano anche le difficoltà che s’incontrano nell’utilizzarli e vengono descritte le affascinanti e molteplici applicazioni.
Le due classi di enzimi maggiormente utilizzate sono le nucleasi zinc finger (ZFNS), già diffuse nel decennio passato, e le più recenti nucleasi transcription activator-like effector (TALENS). Le ZFNS  sono costituite da un dominio di legame al DNA, derivato dalle proteine zinc finger, legato all’enzima di restrizione Fox-1. Le TALENS, invece, sono caratterizzate dal dominio di legame al DNA TAL, proprio dei fattori di trascrizione isolati in batteri patogeni delle piante.
Il ricercatore, attraverso questi strumenti è in grado di “giocare” con i geni in molteplici modi: eliminandoli, mutandoli o seguendoli da vicino nel contesto endogeno.
Oggi i metodi per disegnare e ordinare le nucleasi sono a disposizione di un numero sempre maggiore di ricercatori contribuendo allo sviluppo della scienza.

Method of the Year 2011: Genome Editing with Engineered Nucleases. doi:10.1038/nmeth.1852

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Biologia

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Cosa sappiamo sul crollo del Ponte Morandi, dopo la sentenza di I grado

Si è concluso ieri il processo di primo grado per accertare le responsabilità per il crollo del viadotto Polcevera il 14 agosto 2018. I giudici hanno condannato i vertici di Autostrade per l’Italia, società che gestiva l’opera, e della sua controllata incaricata della manutenzione, oltre che un funzionario del Ministero dei Trasporti. La condanna sembra quindi confermare la tesi dell’accusa secondo cui a causare il disastro fu la mancata manutenzione dell’opera e in particolare dei cavi in calcestruzzo armato che ancoravano il ponte al pilone numero 9. Le armature in acciaio di quei cavi erano gravemente corrose, come già nel 1992 era stato constatato decidendo di intervenire sul pilone numero 11. Una nuova indagine del 2015 confermava lo stato di degrado. Un progetto di risanamento dell’intero ponte era stato concluso nel 2017 e approvato nel 2018, pochi mesi prima del crollo. Nell'immagine di copertina il Ponte Morandi dopo il crollo. Fonte: Alessio Sbarbaro/Wikipedia (CC BY-SA 4.0).

 

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