fbpx Empatia, la predisposizione dei bonobo | Page 15 | Scienza in rete

Empatia, la predisposizione dei bonobo

Primary tabs

Read time: 2 mins

Quali siano le origini del sentimento che proviamo nei confronti di individui in difficoltà è materia complessa, ma un recente studio osservativo sui bonobo, pubblicato su Plos One il 30 gennaio, contribuisce a far luce su alcuni aspetti. Zanna Clay e altri ricercatori della Emory University di Atlanta (Georgia, Stati Uniti) hanno scoperto che la capacità di provare empatia - quindi di immedesimarsi nell’altro - e la propensione alla consolazione non nascono necessariamente da capacità cognitive avanzate, come si potrebbe pensare, ma che un fattore fondamentale nel loro sviluppo è invece la presenza di una relazione parentale stabile.

Lo studio ha monitorato giovani bonobo, grandi scimmie note per la vicinanza filogenetica con gli esseri umani, che popolano il santuario di Lola ya Bonobo nella Repubblica Democratica del Congo. I bonobo erano di età compresa fra i tre e i sette anni (corrispondente al periodo che va dall’età pre-scolastica alla scuola primaria per gli esseri umani). La maggior parte di loro sono orfani, perché i genitori sono stati vittime di caccia; altri, invece, sono stati allevati dalle madri biologiche.
Considerando gli oltre 350 conflitti insorti tra i membri del gruppo nel corso di diversi mesi, i ricercatori hanno osservato che, spesso, bonobo che avevano assistito allo scontro si avvicinavano allo “sconfitto” per confortarlo, con abbracci, baci, carezze, e talvolta comportamenti sessuali; e la consolazione aveva l’effetto di alleviare lo stress del destinatario.
Ebbene, l’atto di consolare si osservava con maggiore frequenza nei bonobo più giovani, smentendo l’assunto che si basi su meccanismi cognitivi avanzati, che emergono solo con l’età. I bonobo orfani, d’altra parte, erano meno predisposti a offrire conforto, a indicare che un legame parentale stabile favorisce lo sviluppo del comportamento di consolazione.

Ricerche future si concentreranno più nel dettaglio sull’emergere del comportamento di consolazione nei bonobo nei primi stadi di vita.

Autori: 
Sezioni: 
Dossier: 
Scienze cognitive

prossimo articolo

Cosa possono aspettarsi i bambini di Gaza dal Board of Peace?

bambini in un campo di accoglienza

Si stima che a Gaza siano andati persi oltre 3 milioni di anni di vita e più di 1 milione di anni di vita riguardano bambini e bambine di età inferiore ai 15 anni. E 15 anni sono quelli necessari per riportare alle condizioni di salute che precedevano un conflitto, come sottolinea uno studio pubblicato sul Bmj. I bambini e le bambine della Striscia di Gaza dovranno aspettare fino alla fine degli anni '30 per vedere i loro già drammatici livelli di benessere ripristinati? 

Dopo il cosiddetto “cessate il fuoco” del conflitto palestinese, quella che in realtà sembra cessata è l’attenzione e la partecipazione agli eventi drammatici che sono successi e continuano a succedere, anche se forse con minore intensità, nella Striscia e sul nuovo fronte della guerra all’Iran.