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Ecco la cinquina del Premio Galileo

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Selezionati i cinque finalisti del Premio Galileo che verrà assegnato in maggio a Padova. La giuria, composta da scienziati e divulgatori e presieduta quest'anno da Mario Tozzi, ha selezionato i seguenti libri:

  • Paolo de Bernardis, Osservare l'universo, Il Mulino, 2010
  • Angelo Guerraggio e Pietro Nastasi, L'Italia degli scienziati, Bruno Mondadori, 2010
  • Piergiorgio Odifreddi, C'è spazio per tutti, Mondadori, 2010
  • Andrea Rinaldo, Il governo dell'acqua, Marsilio, 2009
  • Larry Squire ed Erici Kandel, Come funziona la memoria, Zanichelli, 2010

Successivamente, questi libri verranno letti da ragazzi delle scuole di tutta Italia che alla fine voteranno il vincitore. nella scorsa edizione il premio è stato vinto da "I vaccini nell'era globale" di Rino Rappuoli e Lisa Vozza.

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Il CREA rischia una grave perdita di autorevolezza scientifica

In una lettera aperta un gruppo di ricercatori, fra i quali il Nobel Giorgio Parisi, Elena Cattaneo e Paola Bonfante, esprime la preoccupazione per le nuove nomine di direttori del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria), l'ente nazionale di ricerca vigilato dal  Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. Le nomine sembrano infatti «trascurare l’attinenza fra la carriera scientifica dei prescelti come direttori e le aree di ricerca dei Centri». Alcuni profili dei nuovi direttori mostrano curricula da «giovane borsista» più che da ricercatore maturo».In conclusione: «Chiediamo quindi che le procedure di nomina dei Direttori dei Centri CREA siano rese pienamente trasparenti, verificabili e fondate su criteri scientifici chiari, comparabili e coerenti con la missione dei singoli Centri. Il Paese ha bisogno di un CREA forte, autorevole e rispettato a livello internazionale. Per esserlo, deve essere guidato da figure scientificamente riconosciute nei settori che sono chiamate a rappresentare».

Il CREA è il principale ente pubblico italiano di ricerca in agricoltura e scienze agroalimentari. Per questo, le recenti nomine da parte della dirigenza dei 12 Direttori dei suoi Centri di ricerca non possono essere considerate una vicenda interna all’Ente, ma riguardano la credibilità stessa della ricerca pubblica nazionale in un settore strategico per il Paese.