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La disputa sbarca in tribunale

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L’eterno dibattito tra fautori e detrattori dell’omeopatia, riacceso nelle ultime settimane dall’articolo pubblicato da Luc Montagnier sul Journal of Physics, cambia terreno, spostandosi dalle riviste scientifiche alle aule dei tribunali.

Con una lettera di diffida inviata all’internet provider la Boiron, il più importante colosso multinazionale a produrre rimedi omeopatici, ha intimato un blogger italiano, Samuele Riva, di rimuovere ogni riferimento esplicito all’azienda da due post pubblicati il 13 e 27 luglio, critici nei confronti dell’omeopatia e illustrati con la foto di una confezione di Oscillococcinum. L’episodio ha scatenato su internet una forte levata di scudi a favore della libertà di espressione.

Nel frattempo oltre oceano lo stesso prodotto è però oggetto di una class action contro la stessa Boiron, accusata di ingannare il pubblico con la pubblicità in cui afferma che il medesimo rimedio, l'Oscillococcinum, è in grado di curare i sintomi dell’influenza in 48 ore, sebbene non contenga altro che zucchero.

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Omeopatia

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sede del mur

La tanto attesa programmazione dei finanziamenti pubblici alla ricerca è arrivata, ma per quanto sia considerata rivoluzionaria da molti, è passata sotto silenzio sui giornali italiani. 

In copertina: la sede del MUR (elaborazione). Crediti: Carlo Dani/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 4.0

Alla fine di gennaio, quasi alla chetichella, è stato pubblicato un decreto che numerosi accademici spesso critici nei confronti del MUR non hanno esitato a definire “rivoluzionario” (l’autore di questo articolo ne ha scritto per una testata in inglese su abbonamento, e per la sua newsletter gratuita scienza senza maiuscola).