fbpx Denisovan più vicini ai Sapiens | Page 8 | Scienza in rete

Denisovan più vicini ai Sapiens

Primary tabs

Read time: 2 mins

I ricercatori del Max Plank Institute sono riusciti a sequenziare un genoma che aggiunge un nuovo protagonista tra i parenti stretti dell’evoluzione umana: la ragazza di Denisovan. All’Institute for Evolutionary Anthropology di Leipzig, in Germania, hanno infatti osservato una variazione genetica estremamente bassa rispetto a quello dell’umanità più moderna, partendo da un campione molto piccolo di DNA. Già nel 2010, il team guidato da Svaante Pääbo aveva sequenziato il materiale genetico del un frammento osseo - un mignolo, per la precisione - rinvenuto nelle grotte di Denisova, nel sud della Siberia, stabilendo la sua appartenenza a una giovane donna, membro di un gruppo sconosciuto di ominidi, definiti poi Denisoviani. Più recentemente, le tecniche di ‘sbrigliamento’ della doppia elica hanno consentito di aumentare quantitativamente il sequenziamento, raccogliendo un maggior numero di informazioni utili.

Comparando questo genoma con i neandertaliani e con 11 esemplari umani moderni provenienti da tutto il mondo, i ricercatori hanno poi confermato che le popolazioni del sud ovest asiatico condividono buona parte del bagaglio genetico proprio con i denisoviani e, inoltre, che l'eredità che caratterizza l'est asiatico e il sud america arriva maggiormente dal Neanderthal. Questo ultimo dato ridimensiona il quadro della diffusione dei neanderthaliani in Europa, che è stata quindi più bassa rispetto all’Asia. Denisovan e Homo Sapinens sembrano essersi incrociati, quindi, sebbene siano circa 100.000 le differenze riscontrate nelle sequenze – soprattutto a livello cerbrale e nervoso – individuate a Leipzig. I diversi comportamenti osservati a livello sensoriale e comportamentale delle due specie, rappresentano però un contributo fondamentale per aiutera a comprendere meglio il nostro processo evolutivo.

Un’intera sequenza sequenza genomica di Denisovan era già disponibile al vasto pubblico dall’inizio di quest’anno, e consultabile online.

Autori: 
Sezioni: 
Genetica

prossimo articolo

Fascisti e antisemiti

celle di detenzione

Mettere in discussione il valore educativo delle visite ad Auschwitz significa ignorare la loro forza morale e civile. Ma la memoria non può fermarsi ai Lager: senza uno studio rigoroso del ruolo svolto dal fascismo italiano nella persecuzione degli ebrei e nella repressione antipartigiana, il rischio è quello di perpetuare un racconto autoassolutorio. Per il Giorno della Memoria, Simonetta Pagliani ricostruisce responsabilità, strutture e complicità italiane, ricordandoci perché conoscere quei fatti sia indispensabile per una memoria storica onesta e consapevole.

In copertina: celle della Risiera di San Sabba. Crediti: Andreas Manessinger/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 2.0

Recentemente un'esponente governativa ha messo in dubbio il valore delle visite scolastiche ad Auschwitz, ritenute strumentali ad addebitare l'antisemitismo al fascismo. Al contrario, chi scrive ritiene che per le scolaresche liceali la visione diretta dei campi di concentramento nazisti abbia una portata morale indiscutibile. Questo perché riesce a rendere reali le dimensioni dell'orrore, ma allo stesso tempo dovrebbe essere integrata dall'analisi storica del ruolo avuto in quelle vicende dall'Italia fascista.