fbpx Il debole battito del buco nero | Page 3 | Scienza in rete

Il debole battito del buco nero

Read time: 1 min

Grazie all'osservatorio orbitante RXTE è stato individuato un buco nero che mostra un particolare spettro di radiazione X il cui tracciato, vagamente simile a un elettrocardiogramma, assomiglia a quello raccolto da un buco nero molto più massiccio.

Nel caso di IGR J17091-3624 – questo il nome dell'oggetto, in pratica le sue coordinate celesti – l'emissione X proverrebbe da un buco nero di neppure tre masse solari, sarebbe cioè proprio al limite inferiore della massa che teoricamente può caratterizzare un buco nero. Questa la conclusione alla quale è giunto il team internazionale, tra cui ricercatori italiani e dell'INAF, studiando il “battito” del buco nero rilevato dal Rossi X-ray Timing Explorer (RXTE). Decisivo è stato il confronto con un analogo andamento riscontrato per il massiccio buco nero del microquasar GRS 1915+105. Lo studio è apparso su Astrophysical Journal Letters.

La materia che alimenta la produzione di energia del piccolo buco nero proviene da una stella compagna e sarebbe proprio il complesso meccanismo di regolazione della caduta di questa materia – con la radiazione che si oppone e talvolta arresta la caduta – all'origine del complesso pattern della radiazione X rilevato dai ricercatori. Rispetto a quello del microquasar, il “battito” di IGR J17091 è molto più debole e accelerato ed è proprio questa caratteristica che ha indotto i ricercatori a ipotizzare l'esigua massa del buco nero.

NASA - INAF

Autori: 

prossimo articolo

Medicina femminile plurale. Oltre i miti, oltre gli stereotipi

busto di medica con stetoscopio di cui non si vede il volto

Chi sono state davvero le mediche nella storia? E quanto il loro sapere ha inciso sulla costruzione della medicina moderna? Nel suo nuovo libro, "Medicina femminile plurale", Daniela Minerva ricostruisce una genealogia femminile fatta di pratiche, esclusioni e resistenze, smontando miti consolatori e rifiutando ogni essenzialismo.

«Noi diciamo… che un medico maschio o un medico femmina hanno la stessa natura»: lapidario, questo Platone. Ma anche ambiguo. Chi sono state davvero le mediche nella storia? Quanto del loro sapere è stato fondante per la medicina? È esistito uno "sguardo di genere" nella costruzione della medicina moderna? E dove lo troviamo, nella storia della medicina e nel suo presente?