fbpx Datazione non distruttiva | Page 6 | Scienza in rete

Datazione non distruttiva

Primary tabs

Read time: 1 min

I responsabili dei musei non vedono di buon occhio l'impiego della datazione con il radiocarbonio. Il metodo, infatti, richiede la distruzione di un frammento dei preziosi reperti loro affidati. Un team di ricercatori, però, ha trovato una strada alternativa decisamente meno invasiva.

Il nuovo metodo, presentato da Marvin Rowe (Texas A&M University) al recente Meeting dell'American Chemical Society tenutosi a S. Francisco, prevede di collocare il reperto in una particolare camera al plasma. La superficie dell'oggetto viene lentamente – e molto delicatamente – ionizzata portandola all'emissione dell'anidride carbonica necessaria per valutare il C-14 e giungere così alla datazione.

Per valutare l'affidabilità del nuovo metodo, Rowe e i suoi collaboratori hanno analizzato l'età di 20 differenti reperti – tra i quali un tessuto egiziano di 1350 anni fa – osservando un sostanziale accordo con le datazioni tradizionali. La tecnica è ancora in fase di rifinitura, ma Rowe spera di poterla ben presto impiegare sulla preziosissima statuetta d'avorio detta Venere di Brassempouy risalente a circa 25 mila anni fa. Le dimensioni della statuetta, infatti, si adattano perfettamente alla camera al plasma utilizzata finora per i test.

American Chemical Society

Autori: 
Sezioni: 
Archeologia

prossimo articolo

In morte di Maurizio Bonati

foto di maurizio bonati

Ci ha lasciati in modo improvviso Maurizio Bonati che - tra le altre cose - è stato collaboratore assiduo e prezioso di Scienza in rete. Lo ricordiamo con alcuni dei suoi più recenti articoli, solo alcuni esempi fra i molti dell'ampiezza dei suoi interessi e della sua cultura, che tenevano sempre al centro le persone più fragili e il rifiuto per ogni forma di conflitto armato

In questa estate torrida che sembra decisa a non mollare mai, lavorando nel suo giardino, ci ha lasciato all’improvviso Maurizio Bonati. Per pagare il debito al ruolo istituzionale dirò che è stato responsabile del Dipartimento di Salute Pubblica e del Laboratorio per la Salute Materno Infantile dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, ma chiunque si interessi ai temi della salute pubblica prima o poi lo ha incontrato, ne ha letto o ci ha discusso perché Maurizio Bonati è sempre stato un acuto critico delle posizioni e degli approcci banali e accomodanti.