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In morte di Maurizio Bonati

foto di maurizio bonati

Ci ha lasciati in modo improvviso Maurizio Bonati che - tra le altre cose - è stato collaboratore assiduo e prezioso di Scienza in rete. Lo ricordiamo con alcuni dei suoi più recenti articoli, solo alcuni esempi fra i molti dell'ampiezza dei suoi interessi e della sua cultura, che tenevano sempre al centro le persone più fragili e il rifiuto per ogni forma di conflitto armato

Tempo di lettura: 4 mins

In questa estate torrida che sembra decisa a non mollare mai, lavorando nel suo giardino, ci ha lasciato all’improvviso Maurizio Bonati. Per pagare il debito al ruolo istituzionale dirò che è stato responsabile del Dipartimento di Salute Pubblica e del Laboratorio per la Salute Materno Infantile dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, ma chiunque si interessi ai temi della salute pubblica prima o poi lo ha incontrato, ne ha letto o ci ha discusso perché Maurizio Bonati è sempre stato un acuto critico delle posizioni e degli approcci banali e accomodanti.

I suoi interessi, peraltro, erano ampi, supportati da una vasta cultura, che lo ha portato a scrivere di cinema, a promuovere mostre e iniziative, a costruire reti di interessi condivisi, nonché a dirigere la rivista Ricerca&Pratica.

Per chi legge Scienza in rete, Maurizio Bonati è stato soprattutto un autore stimolante e appassionato; i diritti delle persone fragili, soprattutto le più giovani e le più esposte hanno sempre guidato i suoi interventi, che scrivesse di adolescenti, di progetti genitoriali o di come parlare di morte con i più piccoli. Il suo impegno contro qualsiasi conflitto lo ha portato a pubblicare il libro Il cronico trauma della guerra, presentato con un webinar anche sulle nostre pagine. 
L’iniziativa a favore di Cuba, cui ha aderito anche Scienza in rete, ha trovato in lui il primo promotore.

Per dare un’idea della vastità del suo impegno, vi proponiamo alcuni dei suoi testi. 

Maurizio Bonati riusciva a tenere insieme ragione e sentimento. Per questo ci mancherà tantissimo.

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