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Dall'aviaria al Parkinson

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Un particolare ceppo di H5N1, responsabile dell'influenza aviaria, lascia i superstiti più suscettibili al morbo di Parkinson negli anni successivi alla guarigione. L'infezione non provoca direttamente la malattia neurologica, ma, determinando un certo grado di degenerazione neuronale, rende gli individui colpiti più suscettibili all'effetto di altri fattori, per esempio sostanze tossiche a livello ambientale.

Un gruppo di ricercatori del St. Jude Children's Research Hospital guidati da Richard Smeyne, memore dell'epidemia di encefalite letargica seguita alla pandemia influenzale del 1918, ha dimostrato l'effetto a distanza dell'influenza aviaria del ceppo A/Vietnam/1203/04 sui topi. Il virus ha determinato nel cervello degli animali un'iperproduzione di alfa-sinucleina, proteina che caratteristicamente si accumula nei malati di Alzheimer e di Parkinson.

Proc Natl Acad Sci early edition 10 agosto 2009

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Virologia

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Persone in attesa in ospedale

Qualche settimana fa l’annuncio trionfante di un miglioramento delle liste d’attesa, cui non sembra tuttavia corrispondere l’esperienza di tante persone. Il fatto è che ci si riferisce alle sole liste d’attesa per le prestazioni diagnostiche e ambulatoriali, mentre rimangono sterminati i tempi per esempio per le ammissioni alle strutture socioassistenziali o per la definizione delle disabilità. E comunque appare evidente che molto c’è da migliorare nella raccolta e trasferimento dei dati su quel che succede per davvero. Foto di Navy Medicine su Unsplash.

L’interesse per il tema delle liste di attesa non si attenua mai, ma ogni tanto questo interesse ha dei picchi come avvenuto di recente quando in base ai dati del primo quadrimestre 2026 confrontati con quelli del 2025 è sembrato che finalmente qualcosa si stesse muovendo, tanto da far titolare il Sole24 Ore “Liste di attesa, miglioramenti in 16 Regioni”.