fbpx Dalla luna piove idrogeno | Page 8 | Scienza in rete

Dalla luna piove idrogeno

Primary tabs

Read time: 1 min

 La luna emana atomi di idrogeno ad altissima velocità. Alla vigilia del 40° anniversario del primo sbarco sulla luna, il satellite terrestre sorprende gli scienziati con una scoperta fatta per caso da una navicella spaziale lanciata dalla NASA per tutt'altro scopo: studiare i confini del sistema solare. Ma quando i ricercatori del Southwest Research Institute di San Antonio, in Texas, hanno attivato un rilevatore di particelle ad alta velocità a bordo dell'Interstellar Boundary Explorer, la luna si trovava nel suo raggio d'azione e l'apparecchiatura ha così messo in evidenza la pioggia di idrogeno proveniente dal satellite terrestre. Anch'esso, come tutti gli altri corpi celesti, viene colpito dalle radiazioni costituite da protoni provenienti dal vento solare, che si irradiano dal sole in tutte le direzioni alla velocità di 1,6 milioni di chilometri all'ora. Si sospettava già che una piccola parte di queste potesse raccogliere un elettrone e rimbalzare dalla superficie lunare sotto forma di idrogeno ad alta velocità, ma è la prima volta che il fenomeno viene dimostrato, visualizzato e quantificato: gli studiosi texani hanno calcolato che riguarda il 10 per cento circa dei protoni di origine solare che colpiscono la luna. Gli esperti pensano che la scoperta sarà molto utile per studiare meglio la superficie lunare.

ScienceNOW Daily News 19 June 2009

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Gli Stati Uniti si sfilano dalle agenzie di cooperazione e ricerca globale

Mercoledì 7 gennaio Trump ha annunciato con un memorandum il ritiro degli Stati Uniti da 66 organizzazioni internazionali, incluse le principali piattaforme di cooperazione scientifica sul clima, biodiversità, migrazione e salute globale. Il Segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato che queste istituzioni sono «ridondanti, mal gestite, inutili, dispendiose, monopolizzate da interessi con agende contrarie alle nostre». I danni del ritiro statunitense sono enormi perché minano alla radice il multilateralismo e la cooperazione scientifica internazionale.

Mercoledì 7 gennaio 2026, mentre il Congresso discuteva gli stanziamenti 2026 per le agenzie scientifiche federali (vedi articolo di Patrizia Caraveo), la Casa Bianca ha firmato un memorandum presidenziale che segna forse il punto di non ri