fbpx Curata nei topi l'emofilia B | Page 39 | Scienza in rete

Curata nei topi l'emofilia B

Primary tabs

Read time: 1 min

Per la prima volta si è riusciti a riparare un difetto genetico in vivo, ristabilendo una corretta coagulazione del sangue in topi con emofilia di tipo B. La maggior parte degli approcci alla terapia genica finora aveva cercato di inserire nel genoma una variante sana del gene difettoso; questa volta invece i ricercatori sono riusciti a ottenere una correzione permanente e in loco della variante patologica. Per farlo si sono sfruttate le nucleasi a dita di zinco, gli enzimi che hanno permesso di intervenire su un gene specifico non solo nelle staminali embrionali, ma anche nelle cellule somatiche. Tutti gli esperimenti finora compiuti erano però in vitro: nessuno prima d’ora era riuscito a realizzarlo in un modello animale, potenzialmente replicabile in futuro nell’uomo. Ce l’hanno fatta gli studiosi guidati da Katherine High del Children's Hospital di Philadelphia. Hanno iniettato gli enzimi, insieme con un apposito vettore che mirasse al gene, in topolini con una mutazione a carico del gene hF9, che provoca bassi livelli ematici del fattore di coagulazione IX e quindi un'emofilia di tipo B. La procedura ha innalzato del 6-7 per cento i livelli di fattore IX, quanto basta per garantire una normale coagulazione del sangue.

Nature, pubblicato online il 26 giugno 2011

Autori: 
Sezioni: 
Genetica

prossimo articolo

Il prezzo della salute: come la povertà economica genera la povertà sanitaria

Uomo che dorme su una panchina

Universalità, equità e uguaglianza: sono questi i tre pilastri su cui poggia il nostro Servizio sanitario nazionale, fondato nel 1978. Negli ultimi anni, tuttavia, questo modello si è progressivamente allontanato dalla sua ispirazione originaria, scivolando verso una logica puramente prestazionale. Sulla carta, la salute è ancora un diritto di tutti, nei fatti, sta diventando un lusso per pochi. Foto di John Moeses Bauan su Unsplash

Immaginate di dover scegliere, arrivati a metà mese, se riempire il carrello della spesa o andare in farmacia a ritirare l’antibiotico per vostro figlio. O di dover rinunciare a quella visita cardiologica che aspettate da mesi perché l’alternativa pubblica ha una lista d’attesa di un anno e quella privata costa quanto mezza bolletta della luce. Questa è la quotidianità per i quasi 6 milioni di italiani che vivono in povertà assoluta, con un trend in costante aumento nell’ultimo decennio (Istat).