fbpx Cresci più in là | Page 12 | Scienza in rete

Cresci più in là

Primary tabs

Read time: 1 min

Uno studio pubblicato su Science riesce forse a spiegare come mai alcune specie di alberi della foresta tropicale siano più rare di altre. Alcune piante della famiglia delle Lauracee, infatti, hanno mostrato una particolare sensibilità a cosa cresce nei loro paraggi.

Liza Comita (National Center for Ecological Analisys and Sinthesys) e i suoi collaboratori hanno tenuto sotto stretto controllo la nascita e lo sviluppo di circa 30 mila pianticelle, appartenenti a 180 differenti specie, coltivate su un appezzamento di 50 ettari dell'isola di Barro Colorado (Panama). In particolare hanno osservato le possibilità di crescita e sopravvivenza al variare della distanza da altre piante della medesima specie.

L'analisi ha mostrato che gli esemplari di Cinnamomum triplinerve - specie considerata rara - hanno meno possibilità di svilupparsi e crescere se si trovano a breve distanza da un esemplare analogo. Sarebbe proprio questa minore capacità a sopravvivere se nei paraggi ci sono esemplari identici, caratteristica che non si riscontra in altri alberi della stessa famiglia, a giustificare la loro rarità.

Non è ben chiaro cosa impedisca a esemplari della stessa specie di crescere assieme. L'ipotesi formulata da alcuni ricercatori è una sorta di meccanismo protettivo: più gli alberi sono distanti e meno possibilità hanno di subire attacchi da virus e insetti che prendono di mira solo particolari specie.

Science Now - NCEAS (via Eurekalert)

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Indice: 
Botanica

prossimo articolo

L’economia europea ha un centro di gravità?

mappa europa con i paesi collegati da uno spago

Le guerre non colpiscono tutte allo stesso modo l’economia globale: molto dipende da dove esplodono. Un nuovo studio applica al commercio internazionale un modello ispirato alla fisica, interpretando i mercati europei come un vero e proprio “campo gravitazionale”. Le simulazioni mostrano che i conflitti localizzati nei nodi centrali delle reti produttive e commerciali europee — dal nord Italia al Benelux — possono generare effetti destabilizzanti molto più ampi rispetto a guerre periferiche. E propone quindi un approccio interdisciplinare che aiuta a leggere il legame sempre più stretto tra geopolitica, interdipendenza economica e stabilità del continente.

Le guerre e le tensioni geopolitiche non colpiscono tutti i mercati allo stesso modo. Alcuni conflitti producono effetti economici limitati, mentre altri possono destabilizzare intere aree commerciali. Un recente studio che abbiamo pubblicato su Conflict Resolution Quarterly propone un modello interdisciplinare tra economia e fisica che interpreta i mercati internazionali come «campi gravitazionali».