fbpx Contro E.coli ci vuole anche CD14 | Scienza in rete

Contro E.coli ci vuole anche CD14

Read time: 1 min

Contro le infezioni batteriche, e in particolare quella da Escherichia coli che tanto ha fatto parlare di sé la scorsa estate, il sistema immunitario sembra non poter fare a meno di una molecola presente sulle cellule responsabili dell’immunità innata : la proteina CD14. Secondo uno studio apparso sulla rivista Cell e frutto della collaborazione tra l’Università di Milano-Bicocca e la Harvard Medical School di Boston, questa molecola sarebbe fondamentale per innescare i meccanismi che portano alla produzione di interferoni di tipo I, sostanze in grado di ostacolare le infezioni batteriche. Alla base c’è il legame tra una molecola del batterio, il lipopolisaccaride (LPS) e un recettore presente sulle cellule del sistema immunitario (TLR4). CD14 non solo favorirebbe questo legame, ma sarebbe anche necessaria per il trasporto del complesso LPS-TLR4 all’interno della cellula in modo da dare inizio alla cascata di segnali che culminano con la produzione di interferoni. Dato il suo ruolo, secondo i ricercatori, CD14 potrebbe diventare il bersaglio di terapie contro le risposte immunitarie incontrollate, dovute alla presenza di alte dosi di LPS nel sangue, come accade per alcune forme di sepsi. In questi casi è proprio l’alta dose di LPS a causare una produzione eccessiva di interferoni, deleteri per l’organismo.

 

Cell, pubblicato il 14 novembre 2011

Autori: 
Sezioni: 
Immunologia

prossimo articolo

ECHO: quando i cittadini diventano scienziati del suolo

Un ragazzo e una ragazza raccolgono un campione di terra da un prato "--"

Il progetto europeo di citizen science ECHO coinvolge cittadini e studenti nella raccolta di dati sulla salute dei suoli, in un continente dove tra il 60 e il 70% dei terreni è già degradato. Con l'aiuto della app EchoSoil, kit di campionamento, ambasciatori sul territorio e nuove piattaforme digitali, l'obiettivo è costruire una mappa condivisa per proteggere l'ecosistema che sta sotto i nostri piedi. Foto di Maximilian Carl Stahl

Il luogo più affollato del pianeta è nascosto nei primi trenta centimetri di suolo. Qui vive circa il 60% della biodiversità terrestre: batteri, funghi, lombrichi, nematodi e migliaia di altri organismi che contribuiscono alla fertilità del terreno, al ciclo dei nutrienti, alla produzione di cibo e alla capacità del suolo di immagazzinare carbonio.