fbpx Commissariato l'INRIM | Page 12 | Scienza in rete

Commissariato l'INRIM

Primary tabs

Read time: 1 min

L'INRIM (Istituto Nazionale di Ricerca in Metrologia) è stato commissariato dal ministro Francesco Profumo, che ha sostituito il presidente uscente Alberto Carpinteri con Rodolfo Zich, ex rettore del Politecnico di Torino, il quale assume ora provvisoriamente la guida dell'Istituto.
La scelta del commissarimento arriva dopo molte polemiche e discussioni sorte negli ultimi mesi in seguito alle posizioni prese proprio da Carpinteri in merito a possibili linee di ricerca sulle reazioni piezonucleari da inserire nel programma dell'INRIM. Questa disciplina, di cui Carpinteri è uno dei principali sostenitori, è ancora molto contestata da buona parte della comunità scientifica: si tratta di un fenomeno che viene presentato come metodo alternativo di produzione di energia nucleare, attraverso la compressione di materiale roccioso.

La protesta contro l'idea del piezonucleare ha visto la partecipazione di molti dipendenti dell'Istituto e il coro di più di mille scienziati italiani, firmatari di un appello indirizzato al ministro.

Autori: 
Sezioni: 
Ricerca

prossimo articolo

Morbillo, un ritorno annunciato: perché l’eradicazione si allontana

virus del morbillo al microscopio elettronico

Dopo anni di progressi, il morbillo torna a circolare in vaste aree del mondo e diversi Paesi hanno perso lo stato di eliminazione certificato dall’OMS. È un segnale d’allarme che va oltre la singola malattia e porta a interrogarsi su programmi vaccinali, politiche sanitarie e cooperazione internazionale. E ci mostra che l’eradicazione non è solo una sfida biologica, ma soprattutto organizzativa, politica e culturale.

In copertina: virus del morbillo al microscopio elettronico. Crediti: CDC/Wikimedia Commons. Licenza: pubblico dominio

Lo scorso 23 gennaio l’Organizzazione mondiale della sanità ha annunciato che sei Paesi della regione europea hanno perso il loro stato “eliminazione del morbillo”: Armenia, Austria, Azerbaijan, Spagna, Regno Unito, e Uzbekistan. Il Canada lo aveva perso già lo scorso anno. La situazione negli USA sarà valutata dall’OMS il prossimo aprile, ma tutti i segnali puntano alla perdita dello status anche per loro.