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"La crisi, ha colpito tutti ed il campo medico non è una eccezione. La sostenibilità futura dei sistemi sanitari nazionali, compreso il nostro di cui andiamo fieri potrebbe non essere garantita se non si individueranno nuove modalità di finanziamento per servizi e prestazioni."

Sono le parole del Presidente del Consiglio Mario Monti intervenuto ieri in videoconferenza alla cerimonia inaugurale del nuovo Centro per le biotecnologie e la ricerca biomedica della Fondazione Rimed tenutasi a Palermo. 

Il prof. Vito M. Campese, Presidente della fondazione americana no-profit ISSNAF (Italian Scientist and Scholars in North America Foundation), il più grande network di accademici e ricercatori italiani che vivono e lavorano in Nord America, ha così commentato le dichiarazioni del Presidente del Consiglio:

"Le dichiarazioni del presidente del Consiglio Mario Monti generano qualche preoccupazione, che in futuro i finanziamenti per la sanità possano ridursi. Questo sarebbe tollerabile se i tagli necessari colpissero gli sprechi legati alla politicizzazione amministrativa degli ospedali italiani e le strutture inutili, come molti piccoli ospedali che servirebbero meglio la loro comunita' se fossero trasformati in ambulatori, piuttosto che continuare ad operare come strutture di degenza inefficienti e costose". 

"Ci auguriamo che il ministero della Salute continui nella strada intrapresa di supporto della ricerca sanitaria - aggiunge Campese - utilizzando i criteri meritocratici intrapresi negli ultimi anni. Il ministero va encomiato per aver stanziato fondi per la ricerca translazionale sanitaria e per aver istituito un sistema 'peer-review' della ricerca sanitaria che e' certamente tra i migliori in Italia e che dovrebbe costituire un esempio per altre discipline". 


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Monti sulla sanità

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Qualche settimana fa l’annuncio trionfante di un miglioramento delle liste d’attesa, cui non sembra tuttavia corrispondere l’esperienza di tante persone. Il fatto è che ci si riferisce alle sole liste d’attesa per le prestazioni diagnostiche e ambulatoriali, mentre rimangono sterminati i tempi per esempio per le ammissioni alle strutture socioassistenziali o per la definizione delle disabilità. E comunque appare evidente che molto c’è da migliorare nella raccolta e trasferimento dei dati su quel che succede per davvero. Foto di Navy Medicine su Unsplash.

L’interesse per il tema delle liste di attesa non si attenua mai, ma ogni tanto questo interesse ha dei picchi come avvenuto di recente quando in base ai dati del primo quadrimestre 2026 confrontati con quelli del 2025 è sembrato che finalmente qualcosa si stesse muovendo, tanto da far titolare il Sole24 Ore “Liste di attesa, miglioramenti in 16 Regioni”.