fbpx Coltivare il mare: nuove frontiere per il futuro del pianeta | Scienza in rete

Coltivare il mare: nuove frontiere per il futuro del pianeta

Read time: 2 mins

Si può coltivare in mancanza di terreno agricolo? Lunedì 21 luglio all’Università di Milano-Bicocca Sahida Zubair, imprenditrice maldiviana che ha avviato una fattoria sostenibile su un’isola dell’arcipelago, e Idrees Rasouli, ricercatore dell’Imperial College di Londra che ha brevettato una tecnica per coltivare anche in mare, racconteranno le proprie esperienze sull’utilizzo di particolari tecniche agricole che permettono di coltivare il terreno in ambienti dove spesso è limitato.

Idrees Rasouli ricercatore dell’IDE Innovation Design Engineering, MA Royal College of Art, MSc Imperial College London, ha progettato e brevettato SeaLeaf, una metodologia di coltivazione idroponica (una tecnica di coltivazione fuori suolo) che si basa su unità idroponiche modulari in grado di galleggiare in mezzo al mare e di produrre vegetali senza consumo di terra agricola. SeaLeaf verrà testata presso il MaRHE Center (Marine Research and Higher Education Center), il centro di ricerca e formazione sulla sostenibilità ambientale e sulla protezione della scogliera corallina dell’Università di Milano-Bicocca nel quale si svolgono master e corsi rivolti anche agli studenti maldiviani, aperto sull’isola di Maghodoo nel 2011 in collaborazione col governo della Repubblica delle Maldive e col sostegno del ministero degli Affari Esteri.

Shahida Zubair Managing Director at Island Organics Pvt.Ltd. Maldives, collegata in video conferenza direttamente dalle Maldive, presenterà il progetto “Island Organics Pvt. Ltd.”, l’unica fattoria alle Maldive che coltiva con metodi tradizionali, un esempio di attività imprenditoriale e sostenibile per la produzione di alimenti biologici, come lo sciroppo ottenuto dalla lavorazione dello zucchero di cocco. La fattoria si trova sull'isola di Marikilu, nell’Atollo di Baa.

Ufficio Stampa Milano-Bicocca

Sezioni: 
Sostenibilità

prossimo articolo

La dignità della grazia

screenshot dal film La grazia

Nel suo ultimo film, il regista Paolo Sorrentino mette in scena i tormenti morali di un Presidente che deve decidere se concedere la grazia a due persone colpevoli di omicidio, seppure in circostanze attenuanti. Bisogna essere coraggiosi, oggi, per concedere la grazia, ma anche esigenti con se stessi e con gli altri. Eppure è un atto di gentilezza, una gioia per chi la riceve e per chi la concede.

Nell'immagine di copertina: uno screenshot dal film La grazia (2025), di Paolo Sorrentino

Il referendum sulla giustizia 2026 pone, a prescindere dal merito dei quesiti posti e dai pro e contra, che i diritti delle persone, della maggioranza, dei cittadini “comuni” siano, ancora una volta, ampiamente limitati perché il linguaggio della pubblica amministrazione e della giurisprudenza è troppo spesso incomprensibile. Non è solo l’uso del burocratese, ma anche del vocabolario antiquato e spesso farraginoso delle disposizioni di legge, forse alla base anche delle diverse interpretazioni delle leggi da parte degli stessi giuristi e, ovviamente, dei politici.